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12 luglio 2019 5 12 /07 /luglio /2019 15:36

Se «shopping» significa analizzare l’assortimento di possibilità, esaminare, toccare, maneggiare le merci in offerta, confrontarne il costo con il portafoglio o il residuo della carta di credito, metterne qualcuna nel carrello e lasciarne altre sugli scaffali, allora compriamo sia dentro che fuori i negozi; facciamo shopping per strada e a casa, al lavoro e in vacanza, da svegli e immersi nel sonno.


Qualsiasi cosa facciamo e qualsiasi nome assegniamo alla nostra attività, è una sorta di shopping, un’attività modellata su quella dello shopping. Il codice in cui è ascritta la nostra «politica della vita» deriva dalla pratica dello shopping.  


Lo shopping non concerne semplicemente l’acquisto di beni alimentari, scarpe, automobili o elettrodomestici. L’avida, infinita ricerca di nuovi e migliori esempi e ricette di vita è anch’essa un tipo di shopping, e anche di enorme importanza, alla luce del doppio monito che la nostra felicità dipende dalla competenza personale, ma che siamo (come afferma Michael Parenti) personalmente incompetenti, o non competenti come dovremmo e potremmo se solo ci sforzassimo di più.

Ci sono moltissime aree nelle quali dobbiamo essere più competenti, e ciascuna di esse è un invito a «fare shopping». 

Facciamo shopping per cercare i
•    mezzi necessari a guadagnarci da vivere e i modi per convincere potenziali datori di lavoro che li possediamo; 
•    il tipo di immagine che ci piacerebbe avere e i modi per far credere agli altri che siamo ciò che appariamo; 
•    modi di fare nuove amicizie e di liberarci di quelle vecchie che non desideriamo più; 
•    modi per attirare l’attenzione e modi per sfuggire all’occhio indagatore; 
•    modi per trarre il massimo godimento dall’amore e modi per evitare di diventare «dipendenti» dal partner amato o che ci ama; 
•    modi per conquistare l’amore della persona amata e il modo meno costoso per troncare una relazione allorché l’amore svanisce; 
•    i migliori espedienti per risparmiare denaro per i giorni bui e il modo più conveniente di spenderlo ancor prima di averlo guadagnato; 
•    le risorse per fare più velocemente ciò che va fatto e nuove cose da fare per impiegare il tempo che ci avanza; 
•    gli alimenti più prelibati e la dieta più efficace per annullarne le conseguenze; 
•    gli amplificatori hi-fi più potenti e le pillole antiemicrania più efficaci. 

La lista della spesa non finisce mai. E tuttavia, per quanto lunga tale lista possa essere, il modo di dissociarsi dallo shopping non vi figura. E la capacità maggiormente necessaria nel nostro mondo di fini palesemente infiniti è quella di essere degli acquirenti abili e infaticabili.

(Zygmunt Bauman,  Modernità liquida, Laterza 2011)
 

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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