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4 agosto 2011 4 04 /08 /agosto /2011 14:02

Flash sulle origini dell'universo. (Ritagli dal "CORRIERE DELLA SERA") 

Cosa dicono le grandi religioni sull’origine del cosmo 

 Buddismo (nata nel quinto secolo avanti Cristo).La materia è eterna e ogni cosa deve la sua esistenza alla materia, che segue leggi meccaniche senza alcun intervento divino. L’universo quindi esiste da sempre.

Filosofie induiste (risalenti a 20 secoli prima di Cristo).
L’universo è sempre esistito, e non ha un significato teleologico (cioè non è stato creato per uno scopo). Inoltre, è una pura apparizione. La sola realtà è Brahman, la consapevolezza infinita.

 
Taoismo (sorta nel sesto secolo avanti Cristo).
Ogni cosa è nata da sé e l’universo è eterno. In esso tutto si muove armoniosamente, grazie alla forza del Tao, in base a leggi proprie.

 

Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo

In tutte e tre le grandi religioni monoteistiche, sia pure con qualche differenza, si afferma che Dio è eterno ed è il creatore di ogni cosa, inclusa la materia e l’universo stesso.

 

 

 

Ma gli uomini di scienza ne hanno un'idea?

Sant’Agostino: «L’universo non è stato creato nel tempo, ma insieme al tempo»

Oltre 1600 anni fa, Sant’Agostino già immaginò che l’universo non era stato creato da Dio nel tempo, ma simultaneamente con il tempo. Non esisteva prima di esso un vuoto eternamente presente in cui comparve la materia, ma il tempo iniziò con l’origine del cosmo. Non c’era un prima. Incredibilmente, la fisica moderna è giunta alle stesse conclusioni.

 

Paul Davies, cosmologo, (Maequarie University, Sydney) : «prima del big bang non c’era niente»
«Prima del Big Bang semplicemente non c’era niente. L’idea che qualcosa sia sempre esistito non funziona. Infatti, data un’infinita quantità di tempo, ogni cosa che può accadere deve essere già accaduta. Con un tempo infinito, esistono infinite copie di voi stessi che stanno leggendo questa frase in epoche diverse. Ma siccome le copie sono precisamente le stesse, è impossibile distinguere quale copia di voi sia effettivamente” voi. Qualunque decisione voi prendiate (continuare a leggere o smettere qui), infinite copie identiche di voi stessi l’hanno già presa nel passato e la prenderanno nel futuro. Tutto ciò sembra contraddire irrimediabilmente l’idea di libero arbitrio».

 

Nick Bostrom: "E se il nostro cosmo fosse una simulazione in un computer alieno?"
Forse la spiegazione delle incredibili coincidenze nelle leggi della natura è che non si tratta per niente di coincidenze. L’inglese Nick Bostrom, direttore dell’Istituto sul futuro dell’umanità dell’Università di Oxford, sostiene che c’è un’alta probabilità che il nostro universo sia una sofisticata simulazione computerizzata, una specie di complicatissima realtà virtuale fatta girare su di un computer da una civiltà aliena molto più avanzata della nostra per scopi a noi ignoti. Il programma sarebbe tanto complesso da permettere agli esseri simulati (noi) di provare sentimenti e l’illusione del libero arbitrio. Di tanto in tanto, però, alcuni errori nel codice producono degli eventi inattesi, o inspiegabili (come per esempio i miracoli, o le apparizioni di Ufo), oppure sono gli stessi controllori della simulazione a inserirli di proposito per studiare le nostre reazioni. Secondo i calcoli di Bostrom, l’unica alternativa a questo scenario è supporre che per qualche ragione le civiltà tecnologicamente avanzate non raggiungono mai uno stadio di sviluppo sufficiente per creare delle tali simulazioni, per esempio perché si autodistruggono prima abusando della loro tecnologia. Questa ipotesi getterebbe un’ombra sulla possibilità che la civiltà umana possa sopravvivere a lungo.

 

Steplien Hawking (astrofisico, Università di Cambridge) : «E' il presente che crea il passato»
«Chiedersi cosa c’era prima del Big Bang è una domanda senza senso. E come chiedersi cosa ci sia più a Sud del Polo Sud. Tutta la storia dell’universo, come noi la
conosciamo, dipende dalle nostre osservazioni attuali. Solo le leggi della fisica quantistica sono in grado di descrivere cosa è successo nei primi istanti dopo il Big Bang. E per queste leggi, le osservazioni determinano istantaneamente tutta la storia passata del fenomeno che si osserva. Quindi le osservazioni sul presente dell’universo determinano il suo passato».

 

John Archibald Wheeler, astrofisico Ideatore del concetto e del termine «buchi neri»: «L’universo è nato ed esiste solo perché noi lo osserviamo»
«In base alla fisica quantistica, le proprietà di una particella subatomica come la sua posizione e la sua energia non sono determinabili contemporaneamente, vivono in una nebbia di possibilità finché qualcuno non le misura. La stessa cosa può essere accaduta all’universo. Il cosmo può essersi creato da solo accumulando miliardi e miliardi di interazioni quantistiche? SI, si potrebbe chiamare genesi quantistica, che esiste solo perché noi la osserviamo. E detta anche genesi da osservatore.
Il passato non esiste, è pura teoria. Non ha esistenza se non nelle registrazioni (cioè, misure effettuate da una mente cosciente) del presente. Noi partecipiamo, a livello
microscopico, nel creare questo passato, così come il presente e il futuro».

 

Jeffrey Weeks, matematico, Stati Uniti «L’universo è come una sala di specchi»
«L’universo è più piccolo di quanto si immagini ed è finito. È come una sala di specchi che ci danno l’illusione che lo spazio si dilati all’infinito. Ma anche se finito, non ha confini. Se un’astronave decollasse da un certo punto, a lungo andare tornerebbe da dove è partita. Allo stesso modo, la luce di una galassia seguirebbe due percorsi diversi per raggiungere la Terra, così la stessa galassia ci apparirebbe in due diversi punti nel cielo. Così come una sala di specchi crea immagini multiple di ciò che contiene». 

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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