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8 luglio 2011 5 08 /07 /luglio /2011 17:22

Cara Gea

il piacere di leggere ha il suo fondamento nell'incontro con persone vere, di spessore.

Sto leggendo e quindi incontrando Levinas. Leggere passaggi del tipo che qui riporto ossigenano l'anima.

 

La vera vita è assente. Ma noi siamo al mondo.  La metafisica sorge e si mantiene in questo alibi. Essa è rivolta all' altrove, all' altrimenti, all'altro.

Nella forma più generale, sotto la quale si è presentata nella storia del pensiero, la metafisica appare infatti come un momento che parte da un mondo che ci è familiare (quali che siano le terre ancora sconosciute che lo circondano o che nasconde), parte da una casa «nostra» e nella quale abitiamo, e va verso una casa « non-nostra» ed estranea, verso un laggiù.

Il termine di questo movimento è detto altro. ..

 

Nessun viaggio, nessun cambiamento di clima e di sfondo sarebbe in grado di soddisfare il desiderio che vi tende.

L'altro metafisicamente desiderato non è «altro» come il pane che mangio, come il paese che abito, come il paesaggio che contemplo, come, a volte, io stesso posso apparire ai miei occhi: questo io, questo « altro ». Con queste realtà, posso nutrirmi e, in larghissima misura, soddisfarmi, come se mi fossero semplicemente mancate.

E per questo motivo la loro alterità si riassorbe nella mia identità di pensante o di possidente. Il desiderio metafisico tende verso una cosa totalmente altra, verso l'assolutamente altro. ...

Morire per l'invisibile, ecco la metafisica !

Folle pretesa all'invisibile quando un' esperienza acuta dell'umano insegna, nel ventesimo secolo, che i pensieri degli uomini sono sostenuti dai bisogni, che a loro volta spiegano società e storia; che la fame e la paura possono aver ragione di ogni resistenza umana e di ogni libertà.

Non si tratta di mettere in dubbio questa miseria umana, questo dominio che le cose e i malvagi esercitano sull'uomo, questa animalità. Essere uomini significa sapere che le cose stanno così. La libertà consiste nel sapere che la libertà è in pericolo.

(E. Levinas, Totalità e infinito, Iaka Book ed., Milano, 2006)

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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