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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 19:01

 

Ieri è stata la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Una ricorrenza che non mi trova d'accordo.

 

Non mi piace che si circoscriva il problema della violenza del forte contro il debole, in una sola facciata. Reputo falso definire "deboli" solo le donne. Debole è anche chi si espone in cerca di una vita migliore, debole è chi è solo, deboli sono i malati, deboli sono i vecchi, debole è il nemico ferito e sconfitto, e potrei continuare a lungo. Se vogliamo combattere la violenza, eccomi!

 

Ma non ditemi che gli uomini sono violenti e le donne sono le vittime.  

 

Anche la violenza da parte delle donne esiste ed è tanta. Diversa ma tanta. E' una violenza nascosta, infida, fatta di parole e di immagini, spesso originata dalla paura, ma c'è. E' una violenza che raramente sparge sangue ma sofferenze sempre. Perché la sofferenza è accettata e il sangue no?

 

Chiediamoci anche se il "femminicidio" si fonda sulla mentalità maschile o su quella femminile, come molte ieri hanno sostenuto.  

 

Io non sono mai stato un romantico, e con l'età non coltivo più fiori d'arancio. Quel teatro ha chiuso e gli spartiti ormonali sono lontani e dimenticati. Pertanto oggi ho finito per condividere persino le idee di Michaela Biancofiore, capita di rado ma ci sono settori dove gli devo riconoscere  esperienza, ed ecco le sue parole:

 

"La maggioranza delle donne quando vede un uomo ricco e potente si butta a pesce"

 

 "La stragrande maggioranza delle donne quando vede un uomo ricco e potente si butta a pesce, gli si butta tra le braccia, non facciamo bigottismo...": così Michaela Biancofiore di Fi a Piazzapulita su La7.

"Non intendo dire che ci vada a letto - ha aggiunto - ma che si prodighi in blandizie".

"L'ho visto fare con Berlusconi, ma anche con Bersani, con D'Alema", ha aggiunto la parlamentare. (da L'Huffington Post  del 26/11/2013)

 

Allora perché non riconoscere che la violenza, quella vera, quella che sparge lividi e sangue, è in gioco finito male? Un gioco, un teatro che molti "ingenui" non capiscono confondendo il gioco con la realtà.

 

Con questo non intendo giustificare la violenza, ma portare a galla "tutta" la violenza, quella delle mani e quella della seduzione, il promettere senza mantenere, la pretesa che l'altro capisca sempre. Ma tu capisci chi hai davanti e la violenza che gli stai facendo?

 

Forse sono le donne che non hanno capito né gli uomini  né se stesse.  Cerchiamo, quindi, di vedere la medaglia in toto e non solo una facciata. Chiediamoci chi ha iniziato la tenzone? chi non ha capito la situazione e perché?

 

Pertanto non mi riconosco in questa ricorrenza, m'è parsa una farsa falsa. Gli specchi vanno usati senza eccezioni, guardando l'immagine che riflettono e non quella che si vorrebbe.   

 

 

 

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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