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8 marzo 2012 4 08 /03 /marzo /2012 11:40

Riflessione estratta da "la teologia di Paolo Apostolo" di Renzo Grassano , 2004.

 

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Del resto, una volta affermato che Cristo fu il nuovo Adamo, il nuovo capo di una nuova umanità redenta dalla colpa, si devono fare i conti con evidenti e naturali obiezioni.

 

Basta dire che Gesù fu obbediente, ed in questo si distinse da Adamo, il disobbediente?

 

Chiaro che no.  La storia sacra pullula di uomini obbedienti. Ognuno di essi, da Mosè ai profeti, obbedì ed anche Abramo obbedì, pur non essendo un profeta.

 

Il criterio dell'obbedienza non ha dunque una sufficienza di per sé.  Sarebbe bastato Noè a salvare l'umanità dal peccato perché egli obbedì a Dio nel momento cruciale. Tutti gli altri erano morti. Noè non salvò che pochi esemplari della specie umana. Ma anch'essi, secondo Paolo, non furono redenti.  Sarà lo stesso Paolo ad affermare che l'obbedienza alla Legge non giustifica. ….

 

 No, l'abisso scavato tra Dio e l'uomo richiedeva ora molto di più. Occorreva che Dio morisse per Dio e per la salvezza degli uomini.

 

Forse era questo il pensiero inseguito da Paolo e spesso afferrato per i capelli, ma subito sfuggito, subito di nuovo inafferrabile. Dev'essere stato duro vivere in questa perenne tensione, in questa ansiosa ricerca.

Ma era inevitabile, proprio alla luce della sua stessa dottrina, che l'angoscia di afferrare la verità di Dio naufragasse a pochi metri dalla spiaggia, sempre a pochi metri, persino a pochi pollici.  

In altre parole: ho il sospetto che Cristo Gesù per Paolo rimase "altro" da Dio fino alla fine della sua grama esistenza. Vicinissimo alla soluzione, ma mai alla soluzione. E questo, sempre che si prenda per buona la dottrina del Sommo Sacerdote che immola sé stesso. 

 

Ma è una buona dottrina? Era veramente necessaria una simile formulazione?

 

Per gli Ebrei, forse sì.

 

Per noi, che siamo del tutto estranei a quella forma mentis ed a tematiche di Alleanze che si fondano sul sangue, credo proprio di no.


Probabilmente, noi preferiamo consolarci con un'immagine del Cristo sofferente, torturato, umiliato, messo in croce da una masnada di delinquenti. E ci ripugna l'idea del kamikaze imbottito d'amore anziché di tritolo.

 

 

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