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25 luglio 2011 1 25 /07 /luglio /2011 07:50

 

Viaggiando su web a volte si incrociano brani che esprimono quello che tu senti dentro come tu mai riuscirai a comunicare. Eccone un esempio su due personaggi che amo. 

 

 

Riflessioni sul libro di Emmanuel Lévinas, “La Traccia dell’Altro”.

 

L’itinerario della filosofia occidentale viene paragonato da Levinas al mito di Ulisse, la cui avventura si conclude, dopo varie peripezie, con il ritorno a Itaca, la sua isola naturale, ossia al “Medesimo”.

 

Secondo Lévinas nella vicenda di Ulisse non c’è vero esodo e l’esplorazione dell’altro da sé costituisce solo un momento dell’autocoscienza di sé.

 

Quando l’eroe ritorna a casa, alla fine, la serva, la moglie Penelope, il figlio Telemaco, persino il cane Argo lo riconoscono. È sempre il padrone di un tempo. Egli non è cambiato. È il ritorno dell’identico.  Lévinas sostiene che nelle avventure di Ulisse non c’è tanto un itinerario di formazione, di apertura verso l’altro, quanto una continua affermazione di sé, della propria individualità e della propria egocentrica intelligenza.

 

Alla figura di Ulisse così delineata il filosofo contrappone la figura di Abramo che rappresenta il paradigma della verità nomade, della ricerca insonne ed esausta, dell’attesa e della speranza, dell’esodo perenne e del soggiornare in un non-luogo, poiché il viaggio stesso è il luogo del soggiorno.

 

La contrapposizione di Abramo ad Ulisse è la contrapposizione del pensiero biblico al pensiero metafisico, dell’ethos ebraico al logos greco. Lévinas ci invita a cercare di ripensare il mito greco secondo l’ethos biblico dell’apertura, del confronto. Poiché la salvezza non è in un ritorno ma in un’uscita.

 

L’etica, un valore, appunto, è qualcosa di metafisico, che si compie pienamente nella sua coincidenza con l’Essere, supremo concetto della filosofia occidentale. È Ulisse che rappresenta questa etica.

 

Vi contrappone un’etica intesa come metafisica non ontologica, cioè un valore, un criterio morale che si definisce, non nel momento in cui coincide con il concetto astratto dell’Essere, ma quando viene sperimentata nel confronto con l’altro. È Abramo che rappresenta questa etica.

 

Brano tratto dal Blog di  Davide Ecatti , 14 febbraio 2011.

 

 

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