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9 febbraio 2011 3 09 /02 /febbraio /2011 11:49

Argomento di cui tutti parlano

 

Il liberalismo è di solito considerato, insieme alla democrazia moderna, una filiazione dell'Illuminismo. Infatti esso si ispira agli ideali di tolleranza, libertà ed eguaglianza propri del movimento illuminista, contesta i privilegi dell'aristocrazia (per sangue, per forza o per "voto carpito") e del clero e l'origine divina del potere del sovrano.

 

La libertà di un individuo incontra un limite nella libertà di un altro individuo ma non può essere ristretta in nome di valori morali o religiosi in ciò che riguarda la sfera privata dell'individuo. A questi diritti si aggiungono le garanzie a tutela della proprietà privata, riassunte nel detto inglese no taxation without representation (solo le assemblee legislative hanno il diritto a tassare i sudditi).

 

Un altro punto irrinunciabile del liberalismo è infatti lo Stato di diritto: la legge emanata dalle assemblee legislative è l'unica deputata a stabilire i limiti della libertà individuale.

Lo Stato liberale classico che si instaura a seguito di queste rivoluzioni è lo Stato minimo, le cui funzioni sono limitate a compiti di difesa e ordine pubblico. Per lo più il diritto di voto era ristretto a coloro che hanno un certo livello di reddito (suffragio censitario) e che sapevano leggere e scrivere.

La costituzione dello Stato liberale è tipicamente breve e flessibile.

 

Wikipedia lo definisce il così il liberalismo: “ ciò che contraddistingue il liberalismo politico in ogni epoca storica è la fede nell'esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all'individuo e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (eguaglianza formale). Il punto di vista dell'individuo e il godimento della libertà individuale è considerato il parametro valido per giudicare la bontà di un ordinamento politico/sociale. In quest'ottica i poteri dello Stato devono incontrare limiti ben precisi per non ledere i diritti e le libertà dei cittadini. Ne può derivare, di volta in volta, il rifiuto dell'assolutismo monarchico del clericalismo, del totalitarismo e in generale di ogni dottrina che proclama il sacrificio dell'individuo in nome di fini esterni a esso.

 

Btrani raccolti e incollato da wikipedia

 

 

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8 febbraio 2011 2 08 /02 /febbraio /2011 09:37

 

Ieri sera m’è capitato di raccogliere una definizione del Berlusconismo, sicuramente non originale né nuova,  ma che m’ha fatto riflettere: “la libertà dei soldi”. La definizione è stata utilizzata nella trasmissione di Gad Lerner per spiegare gli accadimenti che stanno sempre più coinvolgendo Berlusconi.

 Mi son chiesto in che cosa consistesse questa “libertà dei soldi”. La risposta è stata semplice, è bastato sfogliare uno qualsiasi dei giornali presenti in edicola e leggere qualcosa su Berlusconi.

Avere soldi significa liberarsi dalle tante schiavitù della vita, cioé: avere assicurato un aspetto giovanile, avere vita per almeno 40 anni oltre la media (campare bene fino a 120 o anche a 150 anni), avere tante case e nei più bei posti del pianeta, avere donne belle e disponibili, a volontà , avere a tavola amici e amiche “simpatici” e accondiscendenti, avere intorno persone che ti proteggono anche dall’invidia, avere potere vero e autorità riconosciuta, cioè avere tutto.

Questa mattina però il mio pensiero è corso alle Beatitudini, pertanto ho volute rileggerle. I valori proposti sono: viene lodato chi vive staccato dai soldi, dall'avere; si lodano le persone miti, misericordiose e pure nel cuore; si lodano i giusti, quelli che d'abitudine dannno a Dio e al prossimo ciò che a loro è dovuto;  e infine si parla di ricompensa per coloro che soffrono o accettano sacrifici per le proprie convinzioni di giustizia o di fede. 

Non mi pare che i due quadri si sovrappongano. Il primo quadro disegna un uomo libero e vigorso che ha conquistato un’attraente e appagante modus vivendi, lo stesso modus vivendi che fu prospettato a Gesù prima di lasciare il deserto se si fosse inchinato.  Il secondo è un quadro un po’ grigio, dorato solo da una luce “altra”, ma ancora invisibile.

Per chi se ne fosse dimenticato,  per me in particolare, ricordo che la risposta di Gesù fu chiara, e ricordo pure che è risorto e che tornerà.

 

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 16:02

 

Cara Gea

Ancora un intervento ecclesiastico è rimbalzato sulle pagine di quasi tutti i nostri quotidiani. Ancora un volta un alto prelato ha voluto indicarci cosa dobbiamo fare" anche" in politica. Sono in tanti a volersi fregiare d'averli tra le proprie schiere ma loro perché si prestano e così spesso?

 

Ricordo scandalizzato (si, ci sono cose che ancora mi scandalizzano) l'intervista televisiva a un vescovo a me noto,  in cui questo vescovo criticava pesantemente Santoro, molto pesantemente, tipo ex-cattedra. Alla domanda del giornalista circa la puntata cui si riferisse, candidamente rispose: "non lo so, io non l'ho mai guardato". Questo parlare, questo prendere posizione, come non definirlo "per partito preso", per terzi interessi, o peggio (P2, P3, etc)?

  

Troppe parole di tanti nostri vescovi e cardinali mi suonano tali, almeno in politica … mentre li vedo poco disposti a rimetterci la testa come Giovanni il battista.

 

 Nessuno vuole obbligarli  a rimetterci la testa (veramente oggi sarebbe più preciso dire: a rimetterci il conto in banca, sia esso personale o della diocesi o della parrocchia o della scuola di quelle care suore). Ma, se non vogliono fare gli eroi che almeno stiano zitti, un povero cristiano ha il diritto di sperarlo o no? ... o questo, invece, è immorale?

 

Un caro saluto

> Piero Azzena

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10 novembre 2010 3 10 /11 /novembre /2010 09:21

Quando c'è un disastro vengono stanziati tanti soldi, si raccolgono tanti soldi ma ci dicono pure che ne mancano sempre, per cui  mi sono sempre chiesto: ma dove finiscono i soldi?

 

Oggi comincio ad avere delle sensazioni, non ho certezze ma avverto molti angoli oscurati.

 

Primo:
Le braccia dei volontari servono, ma chi fa il volontario lo fa proprio per la "gloria"?
Certo la truppa ci crede, a parte la fastidiosa aria di scampagnata, resa tronfia dal senso appagante di sentirsi utili facendo poco cioè a basso prezzo. A L'Aquila, quando tornavo e mi guardavo intorno, i volontari mi sembravano persone in gita premio, approssimazione e goliardia non mancavano.

Ma non c'era solo la truppa, c'erano anche i capi e capetti e sta emergendo sempre più l'immagine di persone che nei soldi s'è saputa muovere e molto bene peccato che fosse a propria utilità.
 
Secondo
Queste organizzazioni che gestiscono le offerte non costeranno più delle offerte raccolte?
Ogni tanto qualche notizia, in qualche intervista, sfugge e, riflettendole,  l'impressione che se ne ricava è che molte organizzazioni costino più di quanto raccolgono.
Di certo vedendo quelle sedi in TV non si può non riconoscere che molti ne abbiano fatto un mestiere con relativo stipendio. Ribadisco che ci sono i "puri", ma sono rondini che non fanno primavera, troppo poche.

 

Terzo
I soldi promessi, stanziati a parole esistono veramente? o sono a quando arrivano, a babbo morto?
Inoltre o lo Stato cade sempre dal pero o mi devono spiegare perché per ogni iniziativa serve un'organizzazione questuante. Ne ho sentito dai nomi più strani e per le più strane finalità.

 

E' una ben strana società la nostra!

 

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5 novembre 2010 5 05 /11 /novembre /2010 10:05

 

    
 Riporto qui sotto un articolo di "la Repubblica" del 6 luglio 2009   
 sull'omelia di Mons. Crociata in commemorazione di Maria Goretti,   
 una santa che mi è antipatica.   
    
 Non sono un bacchettone né ho interessi di politica attiva , però quest'omelia   
 la condivido e la considero ancora attuale (forse più di allora...!) per poter   
 vivere un corretto rapporto religione-politica.   
 Penso che la religione non possa accontentarsi di sole parole ma debba   
 pretendere esempi e difesa dei suoi valori da chi si dichiara cristiano.  
    
 B. Russel scrisse che la prova più certa che Dio non esiste è il valore che vi danno   
 coloro che dicono di credere (citazione a senso).   
    
 ""   
 LATINA - Lo sfoggio di un "libertinaggio gaio e irresponsabile" a cui oggi si  
 assiste, non deve far pensare che "non ci sia gravità di comportamenti o che si  
 tratti di affari privati": lo ha detto il segretario generale della Conferenza  
 episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, in una omelia pronunciata a   
 Le Ferriere di Latina in occasione di una celebrazione in memoria   
 di Santa Maria Goretti.  
    
 "Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo esibito nei  
 confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio  
 di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo  
 poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima  
 tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico,  
 economico o di altro genere".  
    
 Secondo monsignor Crociata, con un riferimento che appare in tutta evidenza  
 diretto alle polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto il presidente del  
 Consiglio Silvio Berlusconi, "nessuno deve pensare che in questo campo non ci  
 sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto  
 quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di  
 Dio.  
    
 Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte  
 dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire  
 diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso  
 una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia   
 e la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è liberazione, come   
 da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora   
 più difficile emanciparsi".  
    
 In proposito, mons. Crociata ha citato anche quanto detto di recente dal  
 presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco: 'Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i  
 comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in  
 particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti  
 e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti".  
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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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