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10 giugno 2013 1 10 /06 /giugno /2013 10:02

 

Chi mi spiega la differenza tra

  • quanto ha detto il presidente della Repubblica nell’intervista a Scalfari: "…vedo serpeggiare la preoccupazione che quest’alleanza possa durare troppo, anzi che possa durare per l'eternità! Francamente sono un po' sbalordito!"   e
  • quanto da anni dice Grillo col suo fantasioso "PDL e PDmenoelle"?

 

A parte la terminologia, forse dura da digerire per tanti, ma concettualmente mi pare siano pervenuti a un giudizio condiviso. Uno ha sempre parlato di inciuccio, l'altro comincia ad accorgersene dell'accordo di fondo, inconscio, e a sorprendersene.

 

Veramente chi si sorprende sono io, perché pensavo che un politico così navigato come Napolitano fosse un attimo più lungimirante.

 

E comunque, se comincia a dirlo anche lui, la situazione è veramente grave.

 

 

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8 giugno 2013 6 08 /06 /giugno /2013 06:05

Un pensiero chiaro che merita la divulgazione. La politica non è religione, ma neanche mestiere. Mi piace e mi complimento con Gian Antonio Stella.

 

Il coraggio di decidere 

 

«E il governatore si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Quale dei due volete che vi liberi?». E quelli dissero: «Barabba». E Pilato a loro: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso».  Sono quasi duemila anni che il Vangelo ricorda alle classi dirigenti che non si può governare coi sondaggi. E che Sua Maestà il Popolo, che di tanto in tanto viene invocato come un idolo e ipocritamente confuso con la democrazia, può sbagliare. E di grosso.

 

Spiegava Marshall Mc- Luhan che «difendere i sondaggi affermando che sono un modo per "consultare la saggezza collettiva" equivale a dire di poter estrarre la radice quadrata di uno spazzolino da denti di color rosa». Parole sante. Non sempre le emozioni, e più ancora le ondate popolari, sono sagge. Anzi.

 

C'è quindi qualcosa di storto nell'affanno con cui tanti leader politici, dopo avere smesso per anni di parlare con i loro elettori e soprattutto ascoltare le loro ragioni fino a creare quel distacco crescente tra il Palazzo e la società, si precipitano a precisare che su ogni cosa sarà «sentita la base». Ed ecco che c'è chi sta appeso ai cinguettii stizzosi di Twitter, chi agli sfoghi su Facebook, chi agli umori di un blog o di un rilevamento d'opinione. Come se da lì potesse levarsi finalmente una stella polare che indichi il percorso ai viandanti incerti.

 

L'ultimo, con l'impegno a «sentire tutti gli iscritti» sulla legge elettorale, è stato Guglielmo Epifani. Ma prima di lui Giuseppe Fioroni aveva già chiesto «un referendum consultivo di tutti i circoli pd». E il ministro Gaetano Quagliariello aveva assicurato «entro l'estate l'avvio di una consultazione popolare per coinvolgere i cittadini nel processo costituente sulle riforme». E i capigruppo della maggioranza varato una mozione che plaude alla «volontà del governo d'estendere il dibattito sulle riforme alle diverse componenti della società civile, anche attraverso il ricorso a una procedura di consultazione pubblica». E il titolare della pubblica amministrazione D'Alia lanciato «la consultazione online per chiedere ai cittadini di fare le loro proposte su 100 procedure da semplificare».

 

Per non dire di Silvio Berlusconi, che come nessuno conosce la pancia della propria gente, e che ad esempio dopo aver annunciato la scelta di «andare in maniera decisa verso il nucleare» definito «indispensabile», bloccò tutto dopo Fukushima perché aveva «spaventato gli italiani, come dimostrano anche i nostri sondaggi». O di Beppe Grillo che invoca referendum a raffica perché convinto della funzione salvifica del voto del popolo buono e sapiente.

 

Sia chiaro: la voce dei cittadini va sentita sempre. Online, nelle piazze, nei caffè, nelle sezioni... E ripetiamo: se i partiti e i leader politici avessero voluto e saputo ascoltare in questi anni l'insofferenza che saliva dalla pubblica opinione oggi non sarebbero così trafelati nello sforzo spaventato di ricomporre la frattura.  Ma una vera classe dirigente, come dice la parola stessa, deve sapersi assumere le proprie responsabilità e mettersi alla guida dei processi storici. Anche a costo, talvolta, di fare scelte al momento impopolari. Se pensa che siano giuste. Sennò, se si accoda via via agli umori (per di più dettati da passioni partigiane) è una classe «accodante». È il succo della democrazia: chi viene eletto è eletto per fare delle scelte. Spiegarle. Difenderle. Se sono buone, il tempo gli darà ragione. A seguire i venti si possono vincere le elezioni, ma non guidare un Paese.  Men che meno sotto i nuvoloni neri.

 

 

Gian Antonio Stella 6 giugno 2013 | Il Corriere della Sera

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7 giugno 2013 5 07 /06 /giugno /2013 11:02

Leggo sull'articolo  Pensioni d'oro: Corte costituzionale no a tasse su quelle dei ricchi  apparso L'Huffington Post del 06/06/2013

 Dopo lo stop sugli stipendi superiori a 90 mila euro, arriva il no ai prelievi di natura fiscale che tocchino i soli pensionati, quand'anche titolari di pensioni d'oro. Lo ha stabilito la Consulta, giudicando incostituzionale un comma del decreto legge 98 del 2011. La norma censurata disponeva un contributo perequativo per le pensioni oltre 90 mila euro lordi. Contributo che la Corte Costituzionale considera di natura tributaria e in cui ravvisa "un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini".  

 

Posso anche essere d'accordo, ma mi chiedo…

  •  quali sono i diritti per cui prendono quei soldi?
  • chi glieli ha attribuiti? 
  • Chi ha controllato che l'attribuzione sia stata ragionevole e non discriminatoria? 
  • Richiedere indietro i propri averi al ladro è diventato reato?

 

Ma è giustizia questa?

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4 giugno 2013 2 04 /06 /giugno /2013 14:46

articolo di Marco Politi, apparso su il Fatto Quotidiano, del 4 giugno 2013

 

Chiedeva domenica papa Francesco di pregare per le vittime delle nuove schiavitù e guerre.

E in effetti con l’indebolirsi della democrazia, il progredire della crisi e il gonfiarsi del potere economico-finanziario si profila ogni giorno di più un nuovo tipo di guerra. La guerra spietata dei potenti contro gli indifesi, la guerra dei prepotenti contro la massa di chi rispetta la legge e pensa (ingenuamente) che la società dovrebbe orientarsi secondo i dettami di un’etica civile sancita dalle norme. Potenti e prepotenti non vogliono pagare mai. Né rispondere delle loro azioni. Né risarcire morti e sofferenze causate da loro. Mai.   

Prendiamo la sentenza Eternit: disastro doloso. L’imprenditore elvetico Herr Schmidheiny latita, come si conviene a “chi può”. Il predecessore barone Cartier de Marchenne è passato a miglior vita, reato estinto, gli eredi nulla devono. Andrebbe promossa ex novo una causa civile, con sentenze chissà quando… Chi ha avuto, ha avuto!   

La storia non è nuova. Nel disastro di Bhopal del 1984, quando un’immensa nube tossica uccise 3.787 persone, poi arrivate secondo stime a 15.000, con danni ulteriori a mezzo milione di indiani, il management americano della multinazionale Union Carbide India Ltd. se la cavò senza un graffio.   

Persino papa Wojtyla, coraggioso altrove, nel suo primo viaggio in India non disse una parola. Stesse impunità in altri regimi e latitudini.   

Disgusta l’arroganza smisurata dei potenti e prepotenti. Quanto più è diffusa – sulla carta – la cultura della legge uguale per tutti e la retorica dei diritti umani, tanto più si scintilla l’atteggiamento sprezzante dei boss, che non devono sottostare alle leggi dei comuni mortali.   

I comuni mortali pagano l’Imu? La Chiesa-potere non vuole proprio. Strano: il rigoroso Monti, così europeo e attento ad ascoltare la messa, aveva deciso che tutti dovevano dare sull’unghia nel 2012, solo la Chiesa nel 2013. Ora manca un reale catasto dell’uso degli edifici e il gettito sarà aleatorio. Curiosa coincidenza. Il governo Letta ne sa qualcosa?   

Anche i pedofili ben collocati possono partecipare alla partita. Il sindaco Alemanno, costituendosi parte civile in ritardo contro il prete abusatore Conti, ha ritardato la sentenza di Cassazione con la prospettiva di un pacchetto di prescrizioni: senza risarcimenti.   

 

Il gioco ormai è scoperto. Tu paghi e io no.

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30 maggio 2013 4 30 /05 /maggio /2013 17:10

 

Inversione dei rapporti di causa ed effetto:

... ieri (29 maggio 2013) non abbiamo visto all’opera un governo costruito per cambiare la legge elettorale, ma una legge elettorale mantenuta per conservare un governo.

 

Condivido pienamente quest'opinione di Serra.

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29 maggio 2013 3 29 /05 /maggio /2013 16:23

 

Mi auguro che la smettiate di cercare scusanti, attribuendo all'esterno le colpe del flop elettorale. I numeri possono essere elaborati in tanti modi, ma c'è misura a tutto. Si può anche far finta di crederci, ma si sappia che è una finta.


Che oggi vi difendiate è naturale. Capisco che, a caldo,  la battosta elettorale faccia male, ma mi auguro che la notte porti consiglio.  Resto dell'opinione che l'unico responsabile del ridimensionamento sia lo stesso M5S, e non i giornali o le TV. Vi diamo notizia che,  comunque ci vogliate classificarci (A o B o C...), sappiamo leggere, anche tra le righe.

 

Non son stato io a scrivere in aprile "che alcuni si sono sbagliati a darvi il voto". I cittadini ne hanno preso atto e il voto non ve l'han più dato. Se poi M5S dal 25% è sceso al 6-10%, forse era il M5S a non aver capito chi stava spingendolo e dando consistenza al "movimento". Eravate voi che avreste dovuto capire noi e cosa quel 15%, ora assente, voleva. 


Voi vi ritenete liberi di classificarci, di insultarci, di considerare peso indesiderato i nostri voti, ma anche noi siamo liberi. Anche noi elettori siamo liberi di non votare M5S o fare scelte più soddisfacenti. Ricordatevi, voi del M5S, come voi del PD o del PDL o di altri partituncoli, che quando un cittadino vota sta delegando e non regalando la sua scheggia di regno alla corte di un nuovo Re Sole che, sommandole, ne fa un impero. E... si sente imperatore, unto e depositario della verità.

 

Ora chi avete irriso non vi ha ridato il voto e sieti rimasti voi, i duri e puri, e forse siete felici così.  Un po' meno felice è chi vi aveva votato perché ci ha rimesso qualche mese. Ma sono anni che attendiamo un po' di serietà, pertanto il computo a mesi è irrisorio.

 

 Se doveste cambiare idea, prima che si torni al voto, noi siamo alla finestra. Cioè avete davanti ancora qualche mese per soddisfare chi "ingenuamente" aveva visto del nuovo in voi e nutrito qualche speranza.

Altrimenti...  ciao, tempo perso e soldi sprecati seppur rendicontati.

 

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23 maggio 2013 4 23 /05 /maggio /2013 17:35

 

Dal sito di Grillo (23 maggio 2013) riporto un articolo che condivido e che proprio perciò ripropongo, che vorrei urlare dai tetti come un vangelo, unitamente al "Vangelo".

 

Il diritto acquisito è sacro solo per chi ha più diritti degli altri. Altrimenti può tranquillamente decadere.

Per gli esodati il diritto acquisito c'era una volta, con tanto di impegni firmati dalle aziende e dallo Stato, e all'improvviso non c'era più.

Per gli ex parlamentari che incassano il vitalizio, come Scalfari o Veltroni, il diritto acquisito è inamovibile "il partito me lo ha dato e guai a chi me lo tocca".

Chi doveva andare in pensione a 60 anni per diritto acquisito ci andrà a 68 anni, chi ha tre pensioni va alle Maldive a dicembre per diritto acquisito.

Chi ha il diritto acquisito alla pensione minima però lo mantiene anche se muore di fame, e questo è democratico. 

Amato mantiene il diritto acquisito a 32.000 euro di pensione al mese, il minimo per un uomo della sua levatura craxiana.

Chi viene licenziato per il fallimento dell'azienda perde quasi sempre il diritto acquisito alla liquidazione, i parlamentari di pdl e pdmenoelle che hanno fatto fallire lo Stato mantengono comunque il diritto acquisito a un assegno di circa 150.000 euro di reinserimento nella società a fine mandato.

 

C'è diritto acquisito e diritto acquisito.

 Chi ha una pensione superiore a 10.000 euro al mese e chi non l'avrà mai.

Chi ha la scorta, un diritto acquisito dai politici più amati dagli italiani, e giudici anti mafia a cui viene tolta.

Il diritto acquisito è lo Scudo Fiscale del 5% sul rientro di capitali frutto dell'evasione dall'estero e una tassazione del 70% sulle imprese che dichiarano tutto al fisco.

I giovani hanno il diritto acquisito al lavoro, ma solo se emigrano all'estero, 500.000 persone in Italia hanno invece il diritto acquisto di vivere di politica con le nostre tasse.

I burocrati di Stato hanno il diritto acquisito di essere inamovibili, oltre che a paralizzare lo sviluppo del Paese, gli imprenditori che falliscono hanno il diritto acquisito di suicidarsi. Nessuno li rimprovererà per questo.

Chi non riesce più a pagare il mutuo della casa ha il diritto acquisito di essere messo in mezzo a una strada.

I politici hanno il diritto acquisito di comprare nella grande Roma immobili a prezzi di realizzo.

 

Quando sentite discutere di "diritti acquisiti" state tranquilli, non riguardano mai i vostri, ma quelli di chi li ve li toglie e, ferocemente, si tiene i propri. Le iene divorano anche l'ultimo osso.

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20 maggio 2013 1 20 /05 /maggio /2013 08:08

Queste sono le parole di Papa Francesco, pronunciate nell’omelia della Messa del 18 maggio 2013, celebrata nella cappella di Casa Santa Marta in Vaticano.

Dove Bergoglio ha condannato con durezza i “ficcanaso” nella vita degli altri che ci sono anche nella Chiesa e critica le invidie e le parole "distruttive nella Chiesa".

Inevitabile, anche se mai esplicito, il riferimento a Vatileaks e ai corvi che hanno minato l'ultimo periodo del pontificato di Benedetto XVI.

 

Come si presenta la chiacchiera nella Chiesa?

“Normalmente – ha spiegato Bergoglio – facciamo tre cose:

  • disinformazione, cioè dire soltanto la metà che ci conviene e non l’altra metà; l’altra metà non la diciamo perché non è conveniente per noi. Alcuni sorridono… ma quello è vero o no? Hai visto che cosa? E passa.
  • Secondo è la diffamazione: quando una persona davvero ha un difetto, ne ha fatta una grossa, raccontarla, ‘fare il giornalista’… E la fama di questa persona è rovinata.
  • E la terza è la calunnia: dire cose che non sono vere. Quello è proprio ammazzare il fratello! Tutti e tre, disinformazione, diffamazione e calunnia, sono peccato! Questo è peccato! Questo – ha concluso il Papa – è dare uno schiaffo a Gesù nella persona dei suoi figli, dei suoi fratelli”.

Articolo di  su Il Fatto Quotidiano del 18 maggio 2013  


Ma i Talk show che ci propinano, ogni santo giorno e su tutti i  canali, non sono della stessa pasta? Chiacchiere malevole?
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17 maggio 2013 5 17 /05 /maggio /2013 07:43

 

Leggo che forse, dopo un decennio, c'è una speranza...!  L'intervento della legge. Se anche la consulta non ci riuscisse, allora il Porcellum non cambierà mai.

 

Infatti a quale segreteria conviene? Troppo "gradevole" scegliersi collaboratori accondiscendenti.

 

Sarebbe un valore se il fine delle elezioni fosse di creare un gruppo compatto, disposto a tutto pur di dimostrarsi coeso. Ma il Parlamento ha altre finalità. Non dovrebbe vegliare sulla migliore attualizzazione della costituzione, controllando e legiferando per renderla attuale e concreta?

 

Mi sbaglio o di questa concetto di coesione partitica non si parla da nessuna parte nella costituzione e nelle stesse leggi italiane?  E' un'idea arrivata subdola e nascosta da fuori.

 

Forse son io a nutrire molti, troppi, dubbi sulla democraticità di un sistema basato sui partiti. Purtroppo mi "suona" di camorra e mafia. Infatti quali sono le differenze tra Partito e Famiglia


Sinceramente non vedo differenze. E, soprattutto, avverto un sitema che si evolve sempre più in direzione mafioso-padronale.

       

 

Il Porcellum all'esame della Consulta: deciderà se la legge è costituzionale

 

La Cassazione ha rinviato alla Corte il ricorso sulla norma Calderoli.  

di LIANA MILELLA (La Repubblica on line del 17.5.2013)

 

 

TAG legge elettorale,  consulta,  corte costituzionale,  porcellum È GIUNTO il momento del verdetto finale sul Porcellum. 

 

Ancora una volta, mentre la politica volutamente cincischia sulle riforme, la svolta arriva dalla magistratura. Succederà così anche con la legge elettorale. Perché la Cassazione ha deciso che l'ultima parola sulla legge Calderoli del 21 dicembre 2005, la più contestata tra le leggi della Repubblica, spetta alla Consulta.

 

L'ordinanza è pronta, sarà diffusa nelle prossime ore. 

 

Bisognerà leggere il documento per capire quali "dubbi" i supremi giudici hanno deciso di inviare alla Consulta, tra cui potrebbero esserci l'irragionevole "premio di maggioranza senza una soglia minima di voti ottenuti", la discrasia tra Camera e Senato, "l'illegittimità di due quozienti differenti per l'attribuzione dei seggi" e l'impossibilità di scegliere i candidati. 

 

La Consulta solitamente ha bisogno di sei-otto mesi, ma non è detto che su un tema così caldo i tempi non si riducano drasticamente. 

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16 maggio 2013 4 16 /05 /maggio /2013 10:44

Papa Francesco se l'è presa con i "cristiani da salotto", quelli "tiepidi", che "non sentono di andare avanti". Ha detto infatti: "Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti... Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche".

A ben pensarci questi cristiani "da salotto" che affollano la Chiesa ne sono la sua rovina. Cristiani che sono tali per stare in giri giusti e così vincere appalti e far fruttare la propria azienda, prelati seduti sulle proprie comodità che pontificano di povertà e spiritualità... Questa mentalità "da salotto" per cui si è cristiani per avere una maschera nella commedia della vita, ma poi nella sostanza si guarda al proprio utile o si innalza il proprio ego, distrugge la Chiesa ed è l'esatto opposto dello spirito cristiano.

Ma è la stessa mentalità che sta distruggendo l'Italia intera. Tutto il Paese sembra un enorme salotto in cui ciascuno deve recitare una parte, poco importa se corrispondente o no ai propri effettivi valori di fondo.

E così ci si ritrova laici da salotto appoggiati su dogmi più indiscutibili dell'Immacolata concezione, liberali da salotto che vivono di soldi pubblici, socialisti da salotto che hanno visto un unico povero nella vita, e l'hanno pure cacciato via, femministe da salotto che quando vedono una donna nordafricana molestata dal marito-padrone si girano dall'altra parte, sindacalisti da salotto che quando hanno preso il proprio stipendio di tutto il resto chissenefrega.

E si potrebbe andare avanti a lungo, dipingendo il ritratto di un Paese che se ne sta seduto su comode poltrone, senza rendersi conto che così facendo sta perdendo le proprie identità ed i propri valori più profondi.

Paolo Gambi su  Huffington del 16-5-2013

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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