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14 maggio 2013 2 14 /05 /maggio /2013 07:03

M5S

 

Giudizio di Fabrizio Rondolino su M5S

durante “Coffee Break”, su La7 (13-5-2013).

 

L’editorialista de “Il Giornale” spiega:

“Il M5S ha ricevuto voti da destra, sinistra e centro, ma ha mandato in Parlamento gente molto di sinistra, che rischia di alienare una parte consistente dell’elettorato grillino”.

 

Rondolino paragona Grillo a Berlusconi, quanto a doti comunicative, e osserva:

“Lui in campagna elettorale funziona sempre, è un grande comunicatore e intrattenitore. Poi però, quando si va in Parlamento, ci ritroviamo centocinquanta ragazzetti dei centri sociali incapaci di qualsiasi cosa, che discutono di scontrini. Il che è folle“.

 

***

 

Il Giornale non è un giornale "di mio gusto", ma la domanda che mi pongo é: ha proprio torto?

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12 maggio 2013 7 12 /05 /maggio /2013 05:06

Ieri, guardando la TV m'accorgevo che le riprese erano dal basso, che c'era un gioco di primi piani, che non c'erano inquadrature dall'alto ma solo montaggi. Poi ho letto la testimonianza sul pezzo che riporto sotto... e l'impressione divenne chiarezza.

Eravamo su TG2 delle 20:30, immagino che cosa abbiano fatto gli altri canali.

 

Comizio Pdl, Berlusconi contestato a Brescia.

Ma in tv va in onda un’altra realtà

Dal terrazzino di un amico che si affaccia su piazza del Duomo osservo lo scontro tra militanti del Pdl e anti-berlusconiani. In mezzo il cordone degli agenti in tenuta anti-sommossa. Poi però accendo la televisione e mi sembra di vivere in un'altra realtà dove i contestatori spariscono e rimangono solo i volti dei supporter di Silvio

 di Loretta Napoleoni 

da Il Fatto Quotidiano on line dell'11 maggio 2013

 

Però ho da fare un appunto anche alla giornalista de il Fatto Quotidiano.

Poiché mi diletto di fotografia, trovo molto "probabile" il suo pensiero.

Infatti ribadisco che m'ero già reso conto che ci stavano propinando montaggi di piccole scene e che l'insieme ci veniva negato, e quindi nascosto.

Ma anche Lei, che la scena poteva vederla dall'alto, perché non la mostra anche a noi? Non mi racconti che non ha scattato qualche foto, anche solo con il telefonino. Non Le credo. 

Girando sul Web si trovano foto ma ma mai "larghe". Eppure gli zoom partono dal grandangolo per finire nel tele. Come mai sono tutte foto a tele spinto o dal basso?
 
La verità... vorrei semplicemente la verità dei fatti e non la loro manipolazione.

Sempre il gusto amaro della "fregatura"! Perché? 
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11 maggio 2013 6 11 /05 /maggio /2013 15:38

 

>>>>>>

Nel pomeriggio dell'11 maggio 2013, un condannato a quattro anni di evasione fiscale in secondo grado, farà la sua marcia su Brescia in piazza del Duomo contro la magistratura. 

 

I giudici hanno il torto di giudicarlo, per lui dovrebbero voltarsi dall'altra parte come il PD o rimanere silenti come le statue di sale delle Istituzioni. Ma, purtroppo per Berlusconi,  giudicare è il loro mestiere e i tribunali della Repubblica non sono ancora stati privatizzati.

 

 Non un fiato da Letta, non un sospiro dai vertici del PD in nome della "pacificazione". Una parola usata per nascondere l'immondo mercimonio di un governo che rimane in piedi perché sostenuto da un condannato per i suoi fini personali.

 

Napolitano ha detto che "Bisogna fermare la violenza verbale prima che si trasformi in eversione".

A Milano con l'occupazione del Palazzo di Giustizia da parte dei nominati da Berlusconi in Parlamento l'eversione è già avvenuta. Politici contro magistratura. Non ricordo un sussurro da parte del capo del Csm. Forse era distratto in nome della governabilità.

 

La "violenza verbale" è consentita se a protezione dello statista Berlusconi che, magnanimo, mantiene in vita il governo.

"Basta a queste sentenze annunciate, emesse sulla base di teoremi politici-giudiziari", Gregorio Fontana, pdl. "

C'è uno scatenamento di forze, non solo giudiziarie, che hanno un duplice obiettivo: colpire Berlusconi e mettere in crisi l'equilibrio di governo", Fabrizio Cicchitto, pdl, tessera P2 2232.

Magistrati "politicizzati accecati da un odio pregiudiziale che mi vorrebbero interdetto e politicamente morto", Silvio Berlusconi, pdl, tessera P2 1816.

 

E' da vent'anni, da Tangentopoli, dalle stragi del '92-'93, che la magistratura supplisce in parte alla Fine della Politica avvenuta con la Seconda Repubblica.

E' una fiamma sempre più debole, addomesticata da leggi ad castam, da un'informazione faziosa alla quale ogni diffamazione è permessa, da un presunto realismo nel cui nome si è persino giustificata la trattativa Stato-mafia.

 

Per questo governo i magistrati sono un impiccio, un ostacolo alle Grandi Intese, colpevoli di mettere in discussione la pax sociale, irresponsabili. "Lo Stato non può processare sé stesso", diceva Leonardo Sciascia. E oggi Berlusconi è lo Stato.

>>>>>

 

Il pezzo non è mio, è preso di sana pianta dal sito di Grillo.

Mi sono permesso solo di pulirlo. Pulirlo da epitetti che lo rendono meno "forte" , gli tolgono l'incisività in alcuni palati. E comunque ho lasciato ben evidenziato in rosso i punti di intervento.

Non sempre condivido il pensiero di Grillo, ho molte remore su tante posizioni sue, ma su questa posizione sono con lui.

Non accetto le giustificazioni farisaiche del PD, le lagnanze interessate del PDL e le ingenuità colpevoli di Napolitano. 

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11 maggio 2013 6 11 /05 /maggio /2013 15:20

11 MAG 2013

 

Ci risiamo. Il Pdl riprova a boicottare la riforma della legge elettorale.

 

La partita non è ancora cominciata e già il neo ministro per le riforme, il pidiellino, Gaetano Quagliariello, tenta di buttare la palla fuori campo. Perché, sostiene l’ex saggio, fare la legge elettorale “prima di decidere dove si va con le riforme istituzionali sarebbe un papocchio”.

 

E aggiunge: “Del resto, se ci accorgessimo che la situazione politica non dura, potremmo sempre intervenire modificando il Porcellum in tempi rapidi”. Come se non sapesse, il ministro, che il governo in cui è entrato è sorretto da due partiti tra loro avversari, che solo in nome dell’emergenza di una crisi di sistema possono stare insieme.

 

Se questa è “la situazione politica” perché mai dovrebbe durare più dello stretto necessario?

E qual è il punto nevralgico di questa crisi se non una legge elettorale che impedisce la governabilità e la scelta dei candidati?

 

La ragione principale che ha impedito e impedisce un nuovo ricorso alle urne è proprio il rischio, concretissimo, che il voto riproduca uno stallo simile a quello attuale. Ma una volta approvata una nuova legge elettorale e alcune misure urgenti a favore del lavoro, il Pd non avrebbe più molti motivi di tenere in piedi l’attuale governo.

 

Il disegno del Cavaliere dunque è chiaro: lasciare la riforma elettorale in sospeso per tenere in ostaggio Il governo fino a quando gli farà più comodo.  Sta al Pd impedire che il gioco gli riesca e imporre l’abrogazione del Porcellum.

 

Il ripristino del Mattarellum può essere fatto molto velocemente, come ha ricordato la Finocchiaro e come lo stesso Letta ha detto nel discorso con cui ha chiesto la fiducia. Poi si potranno fare tutte le modifiche e tutte le riforme costituzionali che il tempo e la volontà dei partiti consentiranno. Ma almeno avremo la certezza di aver spazzato via la porcata.

 

Da "la Repubblica " on line

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10 maggio 2013 5 10 /05 /maggio /2013 16:34

 

Esiste una cosa che si chiama “analisi ABC” e, nei settori commerciali, affoghi se non ne fai uso.

Il M5S sta affogando, cioè si sta perdendo nelle “cazzattine”. I principi i sono importanti (ovviamente e soprattutto per preti o imbonitori) e certo significativi, però… però voi siete uomini chiamati all'azione e non alla predicazione, avete il dovere di concludere, di avere una visione delle cose, di individuare dove metter mano e dove investire risorse.

Signori Grillini basta parlare… !!!

Poiché eletti, siete ormai dei politici, persone cui è stata demandata una responsabilità e dato uno stipendio (poco o molto è secondario, state scadendo nel ridicolo). E’ importante invece che lo stipendio ve lo guadagniate, che concludiate, che lottiate. Lottiate con gli avversari e non tra voi, in una inutile e risibile guerra intestina su bazzeccole. 

Basta fare i quacquaraquà.

PS: wikipedia defisce

quacquaraquà:  è un termine fonosimbolico con il significato di persona particolarmente loquace, ma priva di capacità effettive, per questo ritenuta scarsamente affidabile.

analisi ABC: è un termine utilizzato per indicare un tipo di analisi statistica usato in ambito aziendale e industriale. Questo tipo di analisi presuppone una suddivisione degli oggetti in esame in tre categorie, in modo da permettere di valutare in modo selezionato il loro impatto, definendo quali sono gli articoli critici su cui focalizzare l'attenzione. Questa analisi postula, altresì, che gli oggetti in analisi siano valutati dal punto di vista quantitativo (numerosità) e di valore economico, e poi raggruppati in tre gruppi (A, B e C, dal più rilevante al meno rilevante).

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10 maggio 2013 5 10 /05 /maggio /2013 10:50

 

Un’ultima cosa su Andreotti

(... da parte dei soliti maligni. D'altronde fu lui a dire che "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca").

 

Che nessuno ricordi di lui una sola iniziativa politica memorabile, un progetto, una realizzazione, un cambiamento imposto al funzionamento di questo paese e alla sua cultura e civiltà, tranne i cascami della sua personalità e delle sue esaltazioni da parte dei media.

 

Un politico il cui ricordo sta tutto dentro la politica e i sarcasmi a effetto.

 

“Un grande esperto dei modi della comunicazione politica”, ho sentito dire: che però non lascia un discorso, una frase motivante, una visione di Italia o di futuro, una formulazione che non contenga solo cinismo e allusioni autoreferenziali.

 

E ne avrà avute, anche, di visioni o idee sul mondo: ce le ha chiunque, ormai. Ma non sono state importanti, non sono state trasmesse, non se ne rammenta nessuno. Non hanno lasciato niente. “Lo ricordiamo per…” è una frase che resta sospesa, se non la si completa con banali battute sul peggio.

 

Questa è la politica italiana e questa è l’informazione politica italiana (e questa è la nostra abitudine a questa politica): la celebrazione come il suo più importante simbolo e rappresentante di un grande trafficante della politica, e lo spaesamento di fronte alla domanda “Ma alla fine, che ha fatto?”.

 

Pubblicato il 9 maggio 2013 da Luca, su Wittgenstein (in POST)  e contrassegnata con giulio andreotti.

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2 maggio 2013 4 02 /05 /maggio /2013 16:07

 

 

Sempre che accetti, why not?

 Brani di un articolo di Alessandro De Angelis, Giornalista politico, apparso su L'Huffington Post Post il 2-5-2013 e che qui riporto perché lo condivido. 

 

 

 

…. La Convenzione, per funzionare, deve essere lo specchio del Parlamento tutto, e non il luogo dove ingessare l'alleanza Pd-Pdl.

 

È semplicemente surreale pensare di darne la guida a Berlusconi, o a Calderoli, padre di quella "porcata" da lui definita tale dopo essere stata da lui scritta, alla base di molti guai attuali.

Sarebbe un arrocco, che rischia di demolire la sinistra e di non funzionare perché, tra l'altro, vivrebbe sotto il ricatto della tenuta dell'alleanza di governo, limitandola nei margini di manovra.

 

...Ecco il punto: la presenza parlamentare di Grillo va riconosciuta e valorizzata.

 

Come ha fatto Napolitano nel suo discorso,

invitando i partiti a fare i conti, senza autoassoluzioni e in modo severo, con quella domanda che si leva forte dalla società italiana a riformare  le istituzioni e a rimettere il sintonia il Palazzo col paese.

E invitando i parlamentari grillini a trasferire le loro radicali, legittime e irriverenti posizioni anti-casta, in atti parlamentari.

 

E allora perché non dare a Stefano Rodotà, uomo di diritto e di cultura, dotato di sensibilità istituzionale e politica, il "loro" candidato al Quirinale, la presidenza di quella Convenzione per le riforme?

 

Perché non offrire ai grillini l'onere e la responsabilità di guidare questo processo necessario e ambizioso, anche sulla base del fatto che, forse, ne hanno più titolo loro di tutte le forze politiche che da anni parlano di bozze, ipotesi, testi di riforme, dimenticando che nel dopoguerra ci misero solo un anno a scrivere la nostra Costituzione perché c'era la volontà di ricostruire il paese?

 

Perché è vero che il Movimento cinque stelle è una forza di protesta, che confonde la critica con il conato demagogico, l'intransigenza con l'estremismo, ma non è una forza extraparlamentare.

 

È una forza parlamentare, che ha portato nelle istituzioni l'ansia di questa società, un drammatico bisogno di rinnovamento, la radicalità di una scossa a istituzioni ripiegate su se stesse, lo schiaffo a un dibattito politico autoreferenziale.

 

Proprio perché è una forza parlamentare il Movimento cinque stelle è anche, diciamolo chiaramente, un argine all'estremismo che cova sotto la pelle di questa società, a un conflitto che rischia di sfociare in violenza.

 

Ecco, solo l'inciviltà di certa destra alla Alemanno può vedere in Grillo il mandante morale di Preiti, il cattivo maestro che semina l'odio. È esattamente l'opposto. Il Movimento cinque stelle, con tutta l'ineleganza (e la volgarità) verbale di cui è portatore, con tutte le sue sgrammaticature istituzionali, è un freno alle pulsioni violente. Comunque, le incanala in una forma corretta, quella di chi sta in Parlamento, dando voce, nelle istituzioni, a chi esprime una rabbia profonda. Senza, sarebbe peggio.

 

Senza chi urla nelle Aule parlamentari, con buona pace di Alemanno, ci sarebbe chi spara di più. Dovrebbe saperlo quella destra che negli anni Settanta, militando nel ghetto politico neo-fascista, escluso ed estraneo alla dialettica democratica, nelle piazze inneggiava a quei cattivi maestri che poi chiamava "martiri".

 

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1 maggio 2013 3 01 /05 /maggio /2013 06:39

A che titolo si può dire:

 «Se fosse vero che ( lo yacht) è stato comprato con i soldi della Lega, il che non è stato ancora accertato, chiederemo subito il sequestro perchè - ha chiarito il segretario del Carroccio - i soldi della Lega devono tornare alla Lega». (Parole di  Maroni su "il corriere della sera" del 30-4-2013)

Due sono le considerazioni su questa frase:

1) che i soldi alla Lega "uscivano dalle orecchie", visto che solo dopo le indagini della magistratura si accorgono dell'ammanco di 2.5 mio di Euro (pari a 5 miliardi delle vecchie lire);

2) che basta una "leggina", perché i soldi pubblici (di tutti) diventino privati (di un gruppetto anche se si chiama partito). E non mi si dica che sono rimborsi, nel qual caso avremmo raccolto morti e feriti.


Tengo a precisare che la Lega non mi è simpatica ma qui la cito solo come esempio. Come esempio del rovesciamento universale del compito politico.

 

Infatti "fare politica" da servizio alla società è diventato mestiere, uno dei mestieri a più alta remunerazione. Cui si aggiunge la possibilità:

- di appropriazioni non-controllate (quando si parlava di mani pulite)

- di appropriazioni incontrollabili (ai nostri giorni, poiché se le sono anche legiferate e quindi rese legali).


 



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29 aprile 2013 1 29 /04 /aprile /2013 04:28

 

Nessuno è proprietario delle mie idee e, quindi, del mio voto. 


Quando voto delego, non regalo la mia scheggia di regno ad un nuovo Re Sole che, sommandole, ne fa un impero. E... si sente imperatore. Ma questo è un concetto fraudolento di democrazia.

 

Non esistono "proprietari" di voti, esistono "delegati" a rappresentarmi. 

 

Il concetto di "avere voti", quasi fosse una delega dimensionale, è un inganno, mentre trovo corretto il concetto del M5S che dicono di sentirsi autorizzati solo a rappresentare e riportare le idee che vengono dalla base.

 

Purtroppo anche nel M5S questo avviene solo a parole...


Vedi il Grillo che dice "che alcuni di noi si sono sbagliati a dargli il voto", cioè lui è lui, con le sue paranoie e concetti, con il suo nucleo di base e non può cambiare. Anche a Lui delle nostre idee non gliene frega niente, siamo noi ad esserci sbagliati a dargli il voto, a renderlo "potente", ad avergli donato la potenza di 8 milioni  di voti che usa per "altri" scopi.

 

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21 aprile 2013 7 21 /04 /aprile /2013 06:08

Riporto un Commento di un certo fabi60 rilevato su WEB il 20-04-2013 alle 20:11 

 

Tanto tuonò che piovve... Alla fine la casta politica ha raggiunto ugualmente ciò che voleva,

salvare i propri interessi 

 perchè alla fine è questo il messaggio che è arrivato a noi cittadini.

 

Nonostante il ceffone avuto alle elezioni, alla fine i politicanti di mestiere si sono abbassati ad unire ciò che restava delle loro forze per mantenere i privilegi aquisiti fino ad ora.

 

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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