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7 febbraio 2014 5 07 /02 /febbraio /2014 10:16

 

Il viso è il luogo in cui i processi psichici si coagulano in forme solide

Georg Simmel

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29 gennaio 2014 3 29 /01 /gennaio /2014 06:54

 

Ero un tesoro che nessuno conosceva

Volli esser conosciuto

Allora creai l'uomo

 

Hugo von Hofmammsthal

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27 gennaio 2014 1 27 /01 /gennaio /2014 09:24

 

Ho indagato i contorni di un'isola,

ma ciò che volevo scoprire erano i confini dell'oceano

(da "tractatus logico-philosophicus")

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27 gennaio 2014 1 27 /01 /gennaio /2014 09:19

 

Tutti pensieri sono già stati pensati,

occorre solo tentare di ripensarli

(da "massime e riflessioni")

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27 gennaio 2014 1 27 /01 /gennaio /2014 09:11

 

La parola ha il significato di "detto", "sentenza", "massima" e si usa per una frase o sentenza di tipo aforistico che reca in estrema sintesi una verità profonda ed al contempo stringente.

 

In particolare l'apoftegma ha dei tratti in comune con l'aneddoto, con la sentenza e con il proverbio, pur non essendo completamente riconducibile ad alcuno di essi.

  • Come l'aneddoto l'apoftegma fa riferimento ad una precisa situazione storica, ed ha come protagonisti delle persone reali; ma a differenza dell'aneddoto, che solitamente ha un carattere esemplificativo o comunque marginale rispetto al contesto, talora quasi di curiosità, un apoftegma è sempre interamente autoconclusivo, ed ha una rilevanza per sé; inoltre mentre un aneddoto può consistere indifferentemente in un resoconto di atti o di parole, l'apoftegma ha il suo compimento nel carattere puramente verbale.
  • L'apoftegma è certo una sentenza; ma più precisamente è un particolare tipo di sentenza, enunciata dal protagonista "in risposta" ad un altrui discorso, o affermazione, o domanda, oppure come chiosa che racchiuda compiutamente un dato evento.
  • Rispetto al proverbio, invece, manca una precisa volontà a priori di esprimere una considerazione o verità di carattere universale, sebbene da questo punto di vista un apoftegma possa sovente risultare effettivamente "proverbiale".

 

L'apoftegma in genere è riferito a rivelazioni oracolistiche, profetiche o filosofiche.

  • La Bibbia contiene libri apoftegmatici, come quello dei proverbi. 
  • Celebri sono anche, per esempio, gli apoftegmi dei Padri del deserto, raccolti in due grandi collezioni, quella alfabetica (cioè secondo l'ordine alfabetico dei monaci cui sono attribuiti i detti e i racconti memorabili) e quella sistematica (cioè per temi). 
  • Gli apoftegmi sono una fonte preziosa per la storia della spiritualità e le origini del monachesimo cristiano, ricchi di arguzie, di annotazioni pittoresche, di informazioni sulla vita nel deserto egiziano del IV secolo.
  • Da ricordare anche i vari apoftegmi pronunciati dai sette savi, che in pratica inaugurano la storia del pensie o occidentale.
  • Celebri sono anche gli Apoftegmi spartani di Plutarco, che hanno largamente contribuito a rafforzare nei secoli a venire il fascino della cosiddetta "leggenda di Sparta".

 

Esistono poi intere letterature e filosofie in stile apoftegmatico, pur con l'aspetto esteriore del saggio:

  • si pensi a Montaigne o a Emerson. 
  • Anche il padre filippino portoghese, Manuel Bernardes, riporta una importante raccolta di apotegmi nella sua opera Nova Floresta ou Silva de Vários Apótegmas.
  • Anche Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche è un esempio di testo che si rifà a uno stile apoftegmatico; Nietzsche era infatti un fiero e convinto sostenitore della scrittura per frammenti aforistici come mezzo per manifestare la propria superiorità logica ed intellettuale.
  • Nella tradizione filosofica neoplatonica il Sapiente, nello sforzo di conoscere l'inconoscibile e di descrivere la realtà dietro ai fenomeni, predilige costantemente esprimersi attraverso l'apoftegma (vedi in particolare Diogene Laerzio e la sua Doxografia).

 

 Apoftegma (o apotegma, in greco αποφθεγμα) è un sostantivo di origine greca il cui significato va rintracciato in relazione ai verbi apophthénghesthai, che significa "enunciare una sentenza", o apophtheggomai che significa "enunciare una risposta in forma definitiva".

da Vocabolario Treccani on line
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30 luglio 2013 2 30 /07 /luglio /2013 16:44

dal WEB di un certo Bob

  

 Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo.  Non c'è modo di modificare questo comportamento.

 Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su tiratela giù. A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giù.

Domenica = sport. E' un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo così.

Fare la spesa NON si può considerare sport.

Piangere è un ricatto.

Se volete qualcosa, chiedetelo.

Cerchiamo di essere chiari: "Sottili" sottintesi non funzionano."Forti" sottintesi non funzionano. "Ovvi" sottintesi non funzionano. Semplicemente ... DITELO!!

Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.

Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.

Qualunque cosa abbiamo detto sei mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo sette giorni.

Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.

Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro.

Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta". Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.

Quando possibile, parlate durante la pubblicità.

Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.

TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. "Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. Anche "melone" è un frutto. "Malva", non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.

Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.

Se chiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di fastidi.

Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.

Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!

Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su: sesso, sport, automobili.

I vestiti che avete sono più che sufficienti.

Le scarpe, invece, sono troppe.

Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma


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23 luglio 2013 2 23 /07 /luglio /2013 09:12

Durante il Medioevo, quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il medico condotto, il quale, per verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto. Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi, quasi sempre l'alluce. Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di "beccamorto".

 

Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere. La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio.


Verso la fine del medioevo accadde però qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti. Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio; la moglie partorì 4 figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.

 

Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso ma, alla fine, prese una decisione . .....  Nacquero cosi "Le pompe funebri"

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10 maggio 2013 5 10 /05 /maggio /2013 23:14

 

 

Mentre veniva preparata la cicuta, Socrete stava imparando un'aria

sul flauto.


"A cosa ti servirà?" gli fu chiesto.

"A sapere quest'aria prima di morire"

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3 maggio 2013 5 03 /05 /maggio /2013 17:32

spot

tutti noi, che amiamo la cultura e il buon senso e il non conformismo politico, tutti noi stiamo soffrendo e non sappiamo più come difenderci

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6 aprile 2013 6 06 /04 /aprile /2013 10:50

Finalmente ho riagganciato un libro letto molti anni fa, smarrito ma sempre ricordato.


In questo libretto Carlo M. Cipolla si diverte ad "approfondire" il tema della stupidità umana formulando la famosa teoria della stupidità. 

Il suo arguto libello si intitola The Basic Laws of Human Stupidity (stampato per la prima volta fuori commercio nel 1976[3][4]), poi pubblicato in italiano nel 1988 come Allegro ma non troppo (Il Mulino, 1988, ISBN 8815019804). La prima vera edizione inglese arriva soltanto nel 2011.


Essa vede gli stupidi come un gruppo di gran lunga più potente delle maggiori organizzazioni come le mafie o le lobby industriali, non organizzato e senza ordinamento, vertici o statuto, ma che tuttavia riesce ad operare con incredibile coordinazione ed efficacia.

 

Nello stesso libro si trovano le cinque leggi fondamentali della stupidità:

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.

Una persona è stupida se causa un danno a un'altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.

La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

 

Come si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per indagare il comportamento umano:

Danni o vantaggi che l'individuo procura a sé stesso

Danni o vantaggi che l'individuo procura agli altri

 

Creando un grafico col primo fattore sull'asse delle ascisse e il secondo sull'asse delle ordinate si ottengono quindi quattro gruppi di persone:

Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio vantaggio e quello degli altri

Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli altri

Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio

Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri e sé stessi

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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