14 giugno 2018
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11:03
Papa Francesco avrebbe detto: "I migranti non sono numeri, serve il coraggio di abbattere ogni muro". Così titola oggi huffingtonpost.it.
Nel riportare questo titolo rammento anche quanto ha detto il Papa ai partecipanti al "Colloquio SantaSede-Messico sulla migrazione internazionale" giorni fa:
"Nel momento attuale, in cui la comunità internazionale è impegnata in due processi che condurranno ad adottare due patti globali, uno sui rifugiati e l'altro sulla migrazione sicura, ordinata e regolare, vorrei incoraggiarvi nel vostro compito e nel vostro sforzo affinché la responsabilità della gestione globale e condivisa della migrazione internazionale trovi il suo punto di forza nei valori della giustizia, della solidarietà e della compassione",
Io questo messaggio lo condivido, ma lo leggo diversamente dall'articolista di huffingtonpost e dai buonisti con o senza tonaca, lo leggo evidenziando i termini usati, quali migrazione sicura, giustizia, ordine, regolarità, solidarietà e compassione.
Oggi vedo solo prepotenza, a fin di bene ma prepotenza e ricatto. La stessa del povero Pannella, che digiunava con testardaggine perché gli dessero ragione, come se il fatto di mettere a rischio la propria vita rendesse il suo pensiero verità assoluta. Lo ritenevo un vero ricatto effettuato con prepotenza. E la prepotenza chiama prepotenza, lo si sa.
E' mai possibile che nessuno dia pari giudizio su quelle navi che stanziano ai confini della Libia?
- Per me non sono eroi, se prenderli significa mettere in croce quelli che poi li devono accudire. Non sono bravi, sono solo vigliacchi.
- E sono anche pericolosi perché alimentano false illusioni. Attraggono ingenui sognatori facilitando il salto del muro senza abbatterlo, li spostano dal peggio al più peggio
Published by azzena
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21 scienze sociali
11 giugno 2018
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09:32
Cara Boldrini e caro Strada e altri pensatori di uguale sponda,
ecco come titolano un po' tutti i giornali di oggi 11-giu-2016: "Una nave con 629 disperati vaga nel Mediterraneo, ma l'Italia nega l'approdo".
Reputo sia un titolo che falsifica la visione dei fatti. La falsifica perché ovunque manca un avverbio , manca l'avverbio ANCHE, infatti andava scritto che "anche l'Italia nega l'approdo". Ma questo è il vostro pensiero di cui ci avete generosamente informati.
Così facendo, però, spostate un problema reale in sfida politica, a diatriba da bar di periferia, sminuite un problema planetario ed epocale, lo state ridicolizzando. Date addosso a Salvini, ma Salvini è lì perché tanti italiani ce l'hanno voluto, e ce l'hanno voluto perché rispecchia il pensiero di tanti, pensiero che non deve essere obbligatoriamente buonista. Chi manca di democrazia, lui o voi?
Voi parlate di diritti, ma non date alcuna priorità nei diritti, chiediamoci cioè se sia più importante il diritto a cercare una vita migliore o il diritto a non buttare al macero e rovinare quel poco di "meglio"raggiunto dal proprio gruppo sociale? Anche Papa Francesco nei rari momenti di libertà a questo diritto fa cenno.
Gli italiani sono infastiditi da presenze "fameliche" (fameliche non per loro colpa, devono pur mangiare...!) ma perché le necessità di questi ospiti indesiderati costringono ad atteggiamenti di difesa. Stiamo aggiungendo benzina ad un incrudimento sociale ormai in atto. Ho l'impressione che non vi rendiate conto.
Concludo con una mia opinione, state barando sapendo di barare, perché?
Published by azzena
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21 scienze sociali
25 gennaio 2018
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07:10
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21 scienze sociali