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1 giugno 2018 5 01 /06 /giugno /2018 10:37

Nella vita l'unica cosa certa è la morte, cioè l'unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza.

 Kierkegaard

Nella vita l'unica cosa certa è la morte, cioè l'unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza. ( Kierkegaard)

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30 maggio 2018 3 30 /05 /maggio /2018 08:59

Non sono intelligente, ma sono caparbio.

E' così che mi procuro il tempo per capire.

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19 maggio 2018 6 19 /05 /maggio /2018 06:35

 

Mi trovo d'accordo con Papa Francesco quando dice che "Di fronte a una persona malata serve lo sforzo di tutti". E sono d'accordo anche quando dice che "la scienza ha dei limiti da rispettare per il bene dell'uomo".

 

Ma il discorso così è monco. Vorrei onesta chiarezza quando si parla del "bene dell'uomo". 

  • Chi decide la posizione da dare a quel pulsante, l'on/off dei macchinari che tengono in vita? Un giudice, in nome di una legge? un medico, in nome di una tecnologia? un prete in nome di una consuetudine di "fede"?
  • E quindi, chi può arrogarsi il diritto di togliere o ancor peggio di regalare qualche inutile giorno in più ad un morente?
  • Quali i criteri e i titoli può farlo?

A me pare un atto di orgoglio, l'orgoglio degli inutili, ateismo autentico.

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10 maggio 2018 4 10 /05 /maggio /2018 06:04

 

Credevamo di essere individui, e invece siamo "superorganismi". Con trilioni di esseri viventi che lavorano per noi in un ambiente tanto prospero e inesplorato quanto il cuore dell' Amazzonia.

 

C'è un software che contiene il progetto di me (il DNA) moltiplicato uguale in 10 trilioni di cellule.  E c'è un organismo assemblato, costruito con questi 10 trilioni di cellule che sono degli autentici mini computer, tutte uguali ed in grado di autoalimentarsi allo scopo di eseguire la porzione di software affidatale dal progetto, cioè partecipano alla sinfonia complessiva che è l'uomo, in un frenetico replicarsi e rapido morire. 

 

E questo super organismo non vive da solo. Infatti dove finisce un uomo iniziano i suoi batteri. E la linea di confine tra i due mondi è più sottile di quanto si creda. Fra i 10 trilioni di cellule che formano un organismo e i 100 trilioni di batteri che vivono in simbiosi con ciascun individuo esiste un rapporto di uno a 10 che ci vede in schiacciante minoranza. 
 

 
Così alla domanda sull'uomo, su cosa sia l'anima o il corpo, non rispondo. Non rispondo perché sono troppi i concetti ereditati dai nostri avi da chiarire ed eventualmente sostituire. 

 

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4 maggio 2018 5 04 /05 /maggio /2018 09:44

 

L'infinito non finire

di Marcello Fois

del  5 dicembre 2013

 

 

Ho tradito

Ho tradito senza capire.

Quando quello che vedevo mi pareva l’immagine di qualcosa di cui dovevo,

per forza, accontentarmi.

Lì, precisamente, ho tradito.

 

Ho tradito anche quando mi sono convinto d’essere portatore di specialità.

Come se, ostinatamente, balzassi dal baratro all’apice di me stesso.

 

Ho tradito

nel momento stesso in cui ho pensato che l’unico modo per difendermi dal senso di inferiorità

fosse quello di dichiararmi, a tutti i costi, superiore.

 

Io ho fatto il turista a casa mia.

Certo.

 

Nella terra/spiaggia.

Nella terra/ciambella.

Nella terra/vacanza.

 

Io ho visto bene me stesso col costume della festa.

E mi sono visto come gli altri mi vedevano, non com’ero.

Perché adattarsi allo sguardo altrui può diventare una forma di sopravvivenza,

ma anche una forma di eutanasia.

 

Io non c’ero, semplicemente.

E quello che c’era non ero io, ma l’immagine di me:

taciturno,

amico fedelissimo,

gran lavoratore…

 

Sardo-sardo, troglodita di lusso, amorevolmente dimesso eppure diffidente e distante.

Con memoria d’elefante e vellutino, e, oggettivamente, piccolo di statura…

Ma ben fatto.

 

Sardo-sardo.

 

Oh…

Ho condotto eserciti di amici continentali in giro per spiagge

sforzandomi di mettergli a disposizione quanto di meglio possedessi.

Ho fatto il tour operator di me stesso:

mi sono guardato ballare anziché imparare a ballare,

mi sono sentito parlare anziché  imparare a parlare.

Ho vestito il costume senza metterci il cuore dentro.

 

Ho visto

in questa terra

anime straordinarie che si ostacolano il cielo con recinzioni invalicabili.

E sono prigioniere di loro stesse.

Ho visto, per questo, anime straordinarie diventare stracci.

Ho visto anime piccole e grevi accontentarsi.

Ho sentito la loro invidia che mi fiatava sul collo.

 

E quanti ne ho visto di fantocci privi di talento

imprecare contro il talento

 

Questo quanto vedo,

quanto ho visto io di me,

ma non è detto che il mio sguardo mi appartenga,

forse da qualche parte c’è qualcuno che,

meglio di me,

guarda la mia immagine.

 

Se poi, nel cercare di capire come può essere

che anche dall’ombra possa scaturire un senso,

vi trovaste a passare da queste parti,

ebbene è da qui, da qui soltanto, che bisogna partire,

perché questo è il posto giusto,

di bellezza violata,

di roccia stuprata,

d’acqua strozzata nell’arteria di cemento armato.

 

Da qui, da questo centro, ha origine

l’infinito non finire…

La bruttura sopra ogni bellezza,

lo svelamento senza mistero,

la profanazione che, da sempre,

non prevede rispetto.

 

L’infinito non finire

 

Se vi trovaste a passare da queste parti

ricordateci di quando ci piacevano

le vittorie,

ma anche le disfatte. Eterne.

 

L’infinito non finire

 

Sarebbe onorevole sapere

Di perderti da solo

E da solo ritrovarti…

 

Semmai, per caso, fossi nato da queste parti…

 

 

 

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17 marzo 2018 6 17 /03 /marzo /2018 07:01

 

Senza nulla togliere a DIO, anzi tutto a Lui riconoscendo che questa meraviglia ha creato, più passano gli anni e più mi sento un progetto, questo progetto.

 

Risultati immagini per dna

 

Il progetto che mi ha realizzato, il progetto che mi permetterà di essere ancora io quando il resto tornerà polvere e diverrò un software  stabilizzato, cioè senza entropie, cioè eterno.

 

 

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8 gennaio 2018 1 08 /01 /gennaio /2018 12:30

 

Il segreto della felicità 
non è di far sempre ciò che si vuole, 
ma di voler sempre ciò che si fa.

Lev Tolstoj
 

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  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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