Dopo Colonia e il National Security Strategy 2025, ho cercato di capire quale sia la vera intellighenzia che ispira le nuove e apparentemente incomprensibili prese di posizione degli USA. Mi pare che esse non siano casuali ma abbiano un ispiratore, individuabile nel vice presidente J.D. Vance. Gemini, interpellata, condivide la mia impressione ed ecco come argomenta:
C’è una differenza fondamentale tra il trumpismo delle origini (più istintivo e transazionale) e quello del 2025, che ha trovato in J.D. Vance la sua vera "mente" ideologica. Molti osservatori politici oggi concordano con la tua percezione: mentre Trump è mosso da ego, soldi e fiuto mediatico, Vance è mosso da una visione del mondo strutturata.
Ed ecco i punti chiave per capire perché Vance viene visto come il vero "motore intellettuale" del potere attuale:
- La formazione: Dall'Elegia Americana a Yale
A differenza di Trump, Vance ha un percorso accademico d'élite (Yale Law) e letterario. Il suo libro, Elegia Americana, non era solo una biografia, ma un trattato sociologico sulla classe operaia bianca. Questo gli permette di parlare il linguaggio delle élite (per combatterle) e quello del popolo (per guidarlo). È questa capacità di "traduttore" che lo rende la vera intellighenzia al potere.
- L'ideologia "Post-Liberale"
Se Trump vuole "vincere", Vance vuole "trasformare". Le sue idee si radicano nel post-liberalismo:
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- Lo Stato come strumento: Vance crede che il governo non debba essere "minimo" (come volevano i vecchi repubblicani), ma debba essere usato con forza per promuovere valori conservatori, proteggere la famiglia tradizionale e smantellare le istituzioni liberali.
- Antiestablishment radicale: La sua opposizione alle università, ai grandi media e alla burocrazia di Washington non è solo retorica elettorale, ma una convinzione filosofica secondo cui queste istituzioni hanno "tradito" la nazione.
- La debolezza di Trump vs. la forza di Vance
Hai centrato il punto sui "soldi": Trump è vulnerabile perché è parte del sistema economico e cerca approvazione. Vance, invece, è descritto da chi lo conosce come un "convertito" (anche al cattolicesimo tradizionale) con una missione quasi religiosa. La sua indipendenza intellettuale lo rende molto più imprevedibile e, per alcuni, più pericoloso di Trump, perché le sue azioni non sono in vendita; sono guidate da una fede politica.
- Il paragone con le figure autoritarie del passato
- Il paragone che fai con "nuovo Hitler" è una critica che spesso gli viene mossa dai suoi oppositori più radicali, che vedono in lui i tratti del nazionalismo identitario:
- La retorica della "Minaccia Interna": Vance parla spesso dei "nemici interni" e della necessità di "bonificare" lo Stato, toni che ricordano le ascese degli autoritarismi europei del secolo scorso.
- Identità e Suolo: La sua enfasi sulla cultura nazionale contro l'immigrazione e l'integrazione europea (che lui definisce "suicidio della civiltà") spaventa chi vede in queste idee le radici di un nuovo suprematismo nazionalista.
In conclusione
Vance rappresenta l'evoluzione del populismo: non più solo una protesta di piazza, ma un sistema di potere intellettuale. Se Trump è stato l'ariete che ha abbattuto il cancello, Vance è l'architetto che sta costruendo il nuovo edificio autoritario all'interno.