Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
6 gennaio 2026 2 06 /01 /gennaio /2026 05:35

Tutto inizia e cammina su una strada. 

 

Per ottantuno anni, Piero ha percorso la sua, osservando il mondo cambiare pelle: dalle catacombe degli ideali traditi al cinismo della Realpolitik, fino al "pastrocchio" di un Venezuela ferito, dove il silenzio delle grandi potenze rimbomba più dei raid aerei.

 

In questo 5 gennaio 2026, la strada sembra essersi fatta stretta. Piero guarda i suoi figli e sente il peso di un'eredità difficile. Vede un mondo che corre sui binari del petrolio, una risorsa che l'uomo non ha prodotto ma solo "trovato", e che consuma con l'incuria di chi si crede eterno. È una vita vivibile solo perché non sappiamo quando finisce, proprio come quella scorta di oro nero che sta per esaurirsi.

 

Piero si sente "senza voce". In un'epoca dove la TV regala microfoni a chiunque urli nel fango, lui sceglie di non gridare. Preferisce il dubbio di Popper «Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l'unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere» alla "bugia rassicurante" delle teorie uniche.

 

Sa che i dadi della storia non sono onesti, sono solo casuali, e che dietro il luccichio della tecnologia di Asimov — quel "piccolo robot" che sembra ormai guidare le nostre vite al posto nostro — si nasconde il rischio di diventare "polvere di stelle inutili".

 

Eppure, arrivato al bordo del muro, dove lo sguardo si affaccia sul vuoto, Piero non vede solo il buio. Vede un roveto che brucia senza consumarsi: un’energia che non si estrae dal suolo, ma che resiste al tempo. Vede un uomo crocifisso che, nel momento della sconfitta totale, promette il paradiso a un povero disgraziato. È l’immagine dell'onore che non si vende, della parola data che vince sul rumore di WhatsApp.

 

Alla fine della corsa, la sfida non è conquistare le stelle o il petrolio, ma "conservare la fede". Piero lo sa bene: non è facile, è solo un dono. È la fatica direstare umani, di tenere stretta quella luce tra le mani mentre si cammina sul bordo, consapevoli che tra noi e l'infinito non c'è niente, se non quella fragile, bellissima capacità di cercare ancora il senso tra la polvere.

Condividi post
Repost0

commenti

Présentation

  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
  • Contatti