Il Sabato è forse il concetto che esprime l’aspetto più caratteristico dell’ebraismo.
Che cosa è il Sabato?
È il ricordo della sovranità di ogni uomo; l’abolizione di ogni distinzione tra padrone e schiavo, tra ricco e povero, tra successo e fallimento.
Celebrando il Sabato ognuno si rende conto della propria indipendenza suprema nei riguardi della civiltà e della società, del successo e dell’affanno.
Il Sabato è l’incarnazione della credenza che tutti gli uomini sono uguali e che questa uguaglianza esprime la loro nobiltà. Il più grande peccato che l’uomo possa commettere è quello di dimenticare di essere un principe.
Il Sabato sta a confermare che lo spirito è più grande dell’universo stesso, che al di là del bene esiste il santo. In sei giorni fu creato l’universo, ma il culmine della creazione fu raggiunto il settimo giorno. Le cose che vengono create nei sei giorni sono buone, ma il settimo giorno è santo. Il Sabato rappresenta la santità nel tempo.
Che cosa è il Sabato?
È la presenza dell’eterno, un momento maestoso, una radiosità di gioia. L’anima si esalta, l’interiorità diviene il supremo compenso.
Ogni atto di sdegno sembrerebbe profanare quel giorno, ogni conflitto costituirebbe un suicidio per l’anima.
L’uomo non è solo, egli vive alla presenza di quel giorno.
[Dio alla ricerca dell'uomo (Una filosofia dell’ebraismo), di Abraham Joshua Heschel, pagina 450]
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PS. per noi il Sabato sarebbe la Domenica, quella giornata divenuta ormai un giorno come gli altri, un giorno comunque non sempre disponibile e, se disponibile, comunque dedicato ad altre Divinità: denaro, riposo, divertimento, piatti pronti e mangiati in piedi.