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18 gennaio 2014 6 18 /01 /gennaio /2014 05:52

 

Non basta guardarci intorno, occorre anche situarci. 

 

 

Ecco un rudimentale ma utile metro:

 http://www.htwins.net/scale2/

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12 gennaio 2014 7 12 /01 /gennaio /2014 12:02

Disconnettersi ha significato riscoprire e assaporare il momento in sé.


Il che significa ammirare un panorama senza postarlo su Twitter.

 Gustare una pietanza senza postarla su Instagram.

Ascoltare le mie figlie che dicono una cosa spiritosa e perfettamente divulgabile senza divulgarla.

 

L'esperienza mi ha insegnato qualche lezione concreta.

 

Arianna Huffington - 11-1-2014

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7 gennaio 2014 2 07 /01 /gennaio /2014 17:23

 

L'uomo ormai è nudo.

La privacy può delimitare il tatto, 

non certo la vista, la conoscenza ...

anche se le cose da conoscere non sono molte.   

privacy


privacy

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5 gennaio 2014 7 05 /01 /gennaio /2014 15:47

 

Il mio professore di filosofia dogmatica, polacco e aristotelico fin nel midollo, mi rimproverava e sorrideva del "guazzabùglio" di  idee che regnava nella mia testa.

Credo proprio che volesse dar a guazzabùglio il significato che gli dà il vocabolario Treccani, che qui riporto, e son pur convinto che avesse ragione. Questo post ne è la prova.

 

Aggiungo però che il guazzabuglio continua a regnare ancora ora nella mia testa, pur vivendo il mio settantesimo anno di vita

Cioè sono ancora un uomo libero, non fossilizzato in assiomi preconcetti, in devoti e popolari luoghi comuni. Sono un ricercatore indipendente, non manipolato, senza fini neanche inconsci (...quelli che temo di più).

Pertanto, caro professore le confesso che lo stato di guazzabùglio mi sta bene, lo considero un prezzo da pagare per godere di indipendenza. L'eccesso d'ordine credo sia solo orgogliosa presunzione, nido di errori in potenza o già in atto, come direbbe Aristotele. L'universo è troppo grande per capirne i nessi.

Inoltre, accetterò mai quell'obbediente ordine verso cui Lei mi spingeva, perché non voglio che nessuno mi organizzi a modo suo. Se due sassi stanno vicini è perché ce li ho messi io. Non saranno una casa ma sono opera mia.

 

  

guazzabùglio 

s. m. [prob. comp. fonosimbolico di guazza e bollire (cfr.garbuglio)]. –

 

Mescolanza confusa di cose varie, materiali o astratte: 

  • intingolo preparato con un gd’ingredienti
  • gdi paroled’idee
  • un sistema filosofico che è un gran g.; 
  • uno stato formato con un gdi gruppi etnici diversi
  • così fatto è questo gdel cuore umano (Manzoni). 

 

Sinonimi

 1.      [insieme di elementi disparati, anche con la prep. di: g. d'ingredienti]

 ≈ accozzaglia, (non comune) cibreo, coacervo, cocktail, fricassea, miscuglio, mistura.


 2.      (fig.) [situazione caotica: è un g.; combinare un g.]

 ≈ babilonia, baraonda, caos, confusione, disordine, (fam.) macello, pasticcio.

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21 dicembre 2013 6 21 /12 /dicembre /2013 05:58

 

La torre di babele fa un altro piano in altezza... verso Lui.

 

Notizia di oggi: sta per essere lanciata una nuova macchina fotografica, di nome Panomo.

 

Gli appassionati di foto panoramiche l’adoreranno.

Quelli che amano gli scatti a 360 gradi, poi, ne saranno irrimediabilmente conquistati.

Ma di cosa stiamo parlando?

 

Ma della Panono, una fotocamera particolarissima. La fotocamera, che sembra una palla, scatta automaticamente una foto quando, dopo averla lanciata per aria, questa arriva al punto più alto del suo volo e poi inizia la discesa verso terra.

 

 

Inoltre, Panomo, dopo aver ricomposto lo scatto lo invia tramite WiFi ad uno smartphone o ad un tablet compatibile, vi permette di vederne il risultato quasi  all'attimo e girarlo ai vostri amici lontani.

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19 dicembre 2013 4 19 /12 /dicembre /2013 05:31

Ne avevo la sensazione da tanto tempo, ma ora è bastato un telefonino perché si accendessero i fari su tante false lacrime, sul balletto dei guardiani ciechi e sui loro viaggi.

solo turistici. Non faccio nomi, ma ce ne sarebbe per tutti.

Una domanda anche per papa Francesco... il prete che ha lì sapeva: non ha parlato, non l'hanno fatto parlare o non ha voluto sentire? Qali sono ora i provvedimenti? 

 

Ecco cosa leggo oggi, 19 dicembre 2013, su "la Repubblica"

... Più ne stipano in una camerata meglio è, più a lungo restano meglio è, e se sono minorenni ancora meglio, lo Stato paga di più. Ad ogni barcone che arriva, i "professionisti dell'accoglienza" mettono mano alla calcolatrice e le cifre hanno sempre molti zeri. Più di 1.800.000 euro al giorno: tanto, nel 2013, ha speso l'Italia per garantire l'accoglienza ai 40.244 migranti sbarcati sulle nostre coste. Un letto, i pasti, il vestiario, i farmaci necessari e un minimo di pocket money: 45 euro al giorno è la spesa media per ogni immigrato che mette piede in uno dei 27 tra centri di accoglienza, centri di identificazione ed espulsione e centri per richiedenti asilo. Una cifra che aumenta fino a 70 euro se si tratta di minori (8.000 quelli arrivati quest'anno) in considerazione della particolare assistenza che dovrebbe essere loro garantita.

È una torta luculliana quella che in Italia si spartiscono ormai da dieci anni veri e propri "colossi" del business dell'accoglienza: dalla Legacoop alle imprese di Comunione e Liberazione, dalle aziende vicine alla Lega alle multinazionali. Le gare bandite dal Viminale, in genere, vengono aggiudicate con un ribasso medio del 30 per cento sulla base d'asta. Peccato che, in ogni centro, si tengano stipati per mesi almeno il doppio o il triplo degli ospiti. 
 

19 dicembre 2013
 

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12 dicembre 2013 4 12 /12 /dicembre /2013 15:58

Ci sono cose di cui si sente parlare è che sembrano impossibili, quando basta solo un po' di coraggio!

Ho avuto coraggio, ci ho provato e ora mi trovo con un microfono davanti al naso e un computer che scrive al mio posto.

È una sensazione completamente nuova e piacevole. Scrivo questo appunto perché credo che sia una data d'inizio da ricordare.

Un caro saluto tutti, e visto che io non avrò più la fatica di pestare sui tasti, voi avrete la fatica di sopportare qualche mia idea stupida in più.

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30 novembre 2013 6 30 /11 /novembre /2013 17:38

A vedere queste donne in foto non riesco a desiderarle ma mi riesce meglio vederle come persone, come  amiche in sofferenza.

 

Le donne non capiscono, non capiscono noi uomini. Non capiscono che gli uomini non vanno catturati, che gli uomini vanno rispettati anche nei loro ormoni.

 

Se perdessero la loro voglia di essere desiderate, di far "le vezzose", noi le vedremmo diversamente. Noi amiamo il sociale, l'amicizia disinteressata, stare assieme per stare assieme, collaborare per fare qualcosa insieme.

 

Piantatela di mostrarvi "da rivista patinata". Siate voi stesse.

 

Eccovi le foto di Davide Jai. Sono foto dure, ma guardatele. Vedrete un'altra faccia della donna, quella che lei non vuole mai mostrare. In queste foto siamo al limite, è vero, ma non le trovo indecenti, non vi vedo indecenza di sorta, le trovo solo vere, donne piene  di orgoglio.

 

Trovo più indecente l'altro limite, quello delle copertine patinate, delle donne "in tiro", vittime del moto "che la caccia cominci". 

 

 

---------

 

 

 

The SCAR Project di David Jai

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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 19:01

 

Ieri è stata la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Una ricorrenza che non mi trova d'accordo.

 

Non mi piace che si circoscriva il problema della violenza del forte contro il debole, in una sola facciata. Reputo falso definire "deboli" solo le donne. Debole è anche chi si espone in cerca di una vita migliore, debole è chi è solo, deboli sono i malati, deboli sono i vecchi, debole è il nemico ferito e sconfitto, e potrei continuare a lungo. Se vogliamo combattere la violenza, eccomi!

 

Ma non ditemi che gli uomini sono violenti e le donne sono le vittime.  

 

Anche la violenza da parte delle donne esiste ed è tanta. Diversa ma tanta. E' una violenza nascosta, infida, fatta di parole e di immagini, spesso originata dalla paura, ma c'è. E' una violenza che raramente sparge sangue ma sofferenze sempre. Perché la sofferenza è accettata e il sangue no?

 

Chiediamoci anche se il "femminicidio" si fonda sulla mentalità maschile o su quella femminile, come molte ieri hanno sostenuto.  

 

Io non sono mai stato un romantico, e con l'età non coltivo più fiori d'arancio. Quel teatro ha chiuso e gli spartiti ormonali sono lontani e dimenticati. Pertanto oggi ho finito per condividere persino le idee di Michaela Biancofiore, capita di rado ma ci sono settori dove gli devo riconoscere  esperienza, ed ecco le sue parole:

 

"La maggioranza delle donne quando vede un uomo ricco e potente si butta a pesce"

 

 "La stragrande maggioranza delle donne quando vede un uomo ricco e potente si butta a pesce, gli si butta tra le braccia, non facciamo bigottismo...": così Michaela Biancofiore di Fi a Piazzapulita su La7.

"Non intendo dire che ci vada a letto - ha aggiunto - ma che si prodighi in blandizie".

"L'ho visto fare con Berlusconi, ma anche con Bersani, con D'Alema", ha aggiunto la parlamentare. (da L'Huffington Post  del 26/11/2013)

 

Allora perché non riconoscere che la violenza, quella vera, quella che sparge lividi e sangue, è in gioco finito male? Un gioco, un teatro che molti "ingenui" non capiscono confondendo il gioco con la realtà.

 

Con questo non intendo giustificare la violenza, ma portare a galla "tutta" la violenza, quella delle mani e quella della seduzione, il promettere senza mantenere, la pretesa che l'altro capisca sempre. Ma tu capisci chi hai davanti e la violenza che gli stai facendo?

 

Forse sono le donne che non hanno capito né gli uomini  né se stesse.  Cerchiamo, quindi, di vedere la medaglia in toto e non solo una facciata. Chiediamoci chi ha iniziato la tenzone? chi non ha capito la situazione e perché?

 

Pertanto non mi riconosco in questa ricorrenza, m'è parsa una farsa falsa. Gli specchi vanno usati senza eccezioni, guardando l'immagine che riflettono e non quella che si vorrebbe.   

 

 

 

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7 novembre 2013 4 07 /11 /novembre /2013 10:08

 

Non credo sia possibile!


Non è possibile  perché destinata ad affrontare il problema di cui in questa vignetta.

 

amicizia tra uomo-donna
amicizia tra uomo-donna

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Présentation

  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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