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8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 16:26

Nelle Fabbriche esiste un software che viene chiamato CIM (Computer Integrated Manufacturing). Esso gestisce i processi di automazione della fabbrica. Una gestione che si sviluppa su tre livelli ben distinti:

  • mediante sensori sul campo (PLC, termometri, sensori, lettori di barre, etc),

  • interpretazione degli input provenienti dal campo. Una specie di OCR. Gli OCR (optical character recognition) sono sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri, programmi dedicati alla conversione in testo digitale di un'immagine, di un disegno.

  • procedure operative e loro deviazioni.


Personalmente vedo l'uomo simile a una fabbrica di questo tipo, cioè ad una fabbrica automatizzata.

(1) Lo strumento che usiamo per cogliere la fisicità esterna, per acquisirla, i nostri sensori sul campo sono :

  • L'occhio viene colpito da onde luminose e una porzione di cervello li traduce in... forme e colori.

  • Il naso è modificato da reazioni chimiche e il cervello li accoglie come... odori.

  • le papille reagiscono per zone definite e il nostro cervello li legge come... sapori.

  • L'orecchio presta un leggerissimo velo al movimento dell'aria, con il martelletto lo trasforma in corrente elettrica e per il nostro cervello diventa suono.

  • Le nervature localizzano e alimentano la sensibilità, e noi proviamo caldo e freddo, dolore e piacere in una gamma di intensità quasi infinita.


(2) L'OCR, il programma di interpretazione, quello che confronta il segnale rilevato con il suo archivio interpretativo, per restituire un codice significativo al Computer (in ASCII o simile). L'OCR che altro è se non la trasposizione di un impulso chimico/elettrico in sensazione di vedere, di sentire, di odorare? Trasforma l'mpulso in "dato". Perché non pensare a Kant, alle sue categorie, all'origine dell'universalità per questo pensatore?


(3) Quindi si arriva alle procedure.

La procedura è una sequenza di istruzioni, di istruzioni per archiviare "il dato" o inserirlo in un'attività. 

 Le procedure non fanno parte del software di base, del sistema operativo, esse sono ideate e prodotte da oscuri programmatori per realizzare  l'obiettivo richiesto dal mandante. Il mandante... chi è il mandante? chi decide come incanalare ed utilizzare il dato

Richard Dawkins scaricherebbe questa responsabilità sul DNA, di cui i viventi saremmo solo “macchine di sopravvivenza”. Cioè noi faremmo parte di quella catena che protegge, permette la replicazione del DNA e la mantiene attiva. Lo scopo di tutto ciò che si moltiplica sarebbe di garantire la continuità, il procedere della vita.

Ma l'uomo ha un qualcosa in più dell'erba e del cane, è cosciente di se, è in grado di valutare e di reagire :

  • per esigenza universale, 
  • per necessità del gruppo di appartenenza, 
  • per l'utilità-comodità personale. 

Le sue procedurre non sono standard, la coscienza di sé gli permette di valutare, di giudicare, di variare sul tema, su ogni tema. Ma per giudicare occorrono metri di giudizio, occorrono certezze, serve la sensazione appagante del giusto e del vero.

Allora l'attenzione si sposta sull'origine delle procedure. Da dove vengono fuori, chi le ha fatte? Non credo che siano frutto del DNA, come qualche scienziato ogni tanto prova a suggerirci. Certo il DNA, la fisicità, influisce ma son convinto che la vera origine sia "l'esterno", l'ambiente in cui ci situiamo, la cultura del nostro tempo assorbita con il latte materno e con l'aria respirata. E' "l'esterno" lo stampo delle istruzioni con cui gestiamo in nostri dati, ognuno aggiunge qualcosa ma la massa è "copiata".

La verità, la sensazione di non star sbagliando va cercata, quindi, tra le pieghe della cultura che ci avvolge. Significa filtrare, filtrare la procedura idonea tra le tante che abbiamo assimilato. E' cercare la pagliuzza d'oro sotto covoni e covoni di pagliaspesso insalubri.    

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27 aprile 2011 3 27 /04 /aprile /2011 07:27

La realtà non è la verità.  

 

Realtà e verità sono distinte: la realtà è effimera, contingente, mutevole, mentre le caratteristiche del vero sono l'assolutezza, l'immutabilità, la compiutezza.

La scelta realista non esce dal reale e fa coincidere causa e principio, conoscenza e verità, descrizione dei fatti e loro giustificazione. 

 L’uomo vive un'apparenza, quella della realtà, che va smascherata. Gli orientali parlano di velo di maya, apparenza mutevole il cui velo va strappato per giungere all'essenza, alla sostanza delle cose, alla verità che fonda.

 

Il pensiero moderno ha fatto propria l'idea che la realtà non è qualcosa a priori, ma viene costruita come prodotto dell'attività umana, seguendo un processo dialettico. Non ha senso il perseguire una rappresentazione oggettiva della realtà perché il mondo della nostra esperienza, il mondo in cui viviamo, è il risultato della nostra attività costruttrice.

E' l’idealismo: l’oggetto s’identifica con l’idea che abbiamo di esso, la metafisica coincide con la logica. 

 Infatti se l’uomo è legislatore della natura, la sua libertà gli impone di esserlo sino in fondo: tutta la realtà, fenomeno e noumeno, sarà sottoposta alla legge del pensiero. Così la realtà è l’idea che le assegno, ed è nulla al di fuori del pensiero che le fornisce ordine e leggi.

 

S'impone la domanda: se la realtà non è la verità, la verità appartiene al pensiero o il pensiero è soltanto il mezzo per giungere a quel vero che è altro, altro sia rispetto alla realtà che al pensiero? cioè che cos'è la verità?


Libera trasposizione dalle lezioni del mio prof di storia della filosofia. Non me ne abbia, ma trovo il suo pensiero molto stimolante e sento la necessità di annotarlo (forse un po' stropiato) in questi miei promemoria.

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18 aprile 2011 1 18 /04 /aprile /2011 07:25

20110406 1519
20110406 1519
di azzena

      Interno della Basilica di Collemaggio due anni dopo il terremoto.

 

Cara Gea

ti allego una foto che  ho scattato  personalmente. La considero emblematica dell'attuale stato dell'arte in l'Aquila post-terremoto. Se ben osservata credo valga più di tante parole.


Che cosa leggo in questa foto?

  •  Vedo i lavori per render agibile la chiesa: le macerie sono state spostate, è stata ben spazzata e non c'è polvere. Han potuto celebrar messa in pompa magna e in presenza delle massime autorità (era presente Napolitano). 
  •  Sottolineo, però, che non c'è alcun lavoro di restauro. Sono ben visibili le travi di rinforzo, il tetto di lamiera, le crepe saldate con collanti, le colonne rinforzate con gli spaghi, etc etc .
  • Non posso non rammentare che i Giapponesi per riparare un'autostrada hanno impiegato 6 giorni, mentre le nostre autorità, nazionali e regionali insieme alle autorità locali, in due anni sono riuscite a rendere l'edificio solo fruibile. 

 

E questo è uno dei rari casi se non unico. Gli  altri edifici, tanti in una città che contava 60-70 mila abitanti, sono interdetti ai proprietari, hanno assunto colori pompeiani ed emanano sgradevoli odori.

Le carriole chiedono di poter portar via le macerie, di poter rimettere mano alle proprie case, di tornare a vivere, ma loro..

Loro non sanno, non vogliono definire "le macerie", cioè cosa buttare o cosa recuperare, troppi interessi dietro questi termini, per cui le macerie sono ancora lì, umus ideale per muffe, topi, serpi e ladri. Anche la mia casa è stata visitata dai ladri. C'era niente ma hanno sfondato e sono entrati. 

 

L'Aquila 6 aprile 2011

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1 aprile 2011 5 01 /04 /aprile /2011 08:20

 

 
Le vere differenze tra pellicola e digitale in fotografia

Per mia memoria e vostra documentazione (qualora qualcuno mi dovesse leggere...?) inserisco un file chiarificatore sull'argomento in oggetto, uno dei più chiari reperiti.

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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 06:33

Cara Gea 

è primavera, pertanto concedimi di pubblicare un racconto di fantasia, estemporaneo per questo Blog.

L'ho scritto per te, per spiegarti il mio concetto di amore, comunque e dovunque applicato.  

 

 

Lui era a proprio agio.

Lei era su di Lui,

davanti a Lui.

Lo cavalcava la schiena poggiava alle sue ginocchia.

 

Lei era prolungamento di Lui,

in libertà,

senza vergogna senza pudori senza fini.

 

Lei voleva essere sua

e Lui l'aveva presa, l'aveva fatta propria.

Era sua.

 

Lui la toccava

e ne provava piacere.

Ne carezzava inguine seni viso

e partecipava al piacere di Lei, 

al suo sorriso, 

ai suoi occhi dolci. 


Scorrevano pensieri nudi 

e non c'erano vergogne.

 

Le parole fluivano 

libere e chiare, senza filtri,

si esponevano per essere condivise

in ammirazioni compiaciute,

in ingenue paure.

Tutto era fronte comune.

 

Le imposte erano spalancate,

il rumore del mare arrivava dal balcone con la luce della sera,

la tenda si muoveva morbida,

la pelle di lui intiepidiva la pelle di lei,

il tempo si era fermato,

le sensazioni si moltiplicavano in specchi senza fine.

 

Poi il sole tramontò e venne un nuovo giorno.

Vennero tanti giorni nuovi, anni,

ma del miracolo non ci fu replica.

Resta la memoria.

Il ricordo di quel dono è ancora lì.

 

Ora Lui e Lei sanno, 

conoscono l'amore. 

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28 marzo 2011 1 28 /03 /marzo /2011 10:13

Duemila e cinquecento arzilli vecchietti, l'8 dicembre 1965, chiusero il Concilio Vaticano II senza promettere meraviglie e sul dolore scrissero: 

 

""non è in nostro potere procurarvi la salute corporale, né la diminuzione dei vostri dolori fisici, che medici, infermieri e tutti quelli che si consacrano ai malati si sforzano di alleviare come meglio possono.

 

Abbiamo però qualche cosa di più profondo e di più prezioso da darvi: la sola verità capace di rispondere al mistero della sofferenza e di arrecarvi un sollievo senza illusioni: la fede e l’unione all’Uomo dei dolori, al Cristo, Figlio di Dio...

 

Il Cristo non ha soppresso la sofferenza; non ha neppure voluto svelarcene interamente il mistero: l’ha presa su di sé, e questo basta perché ne comprendiamo tutto il valore.

 

O voi tutti che sentite più gravemente il peso della croce,

voi che siete poveri e abbandonati,

voi che piangete,

voi che siete perseguitati per la giustizia,

voi di cui si tace,

voi sconosciuti del dolore,

riprendete coraggio:

 

voi siete i preferiti del regno di Dio, il regno della speranza, della felicità e della vita; 

 siete i fratelli del Cristo sofferente;

e con lui, se lo volete, voi salvate il mondo!

 

Ecco la scienza cristiana della sofferenza, la sola che doni la pace.""

 

Niente promesse di miracoli, ma forse basta.

 

Ho davanti agli occhi la figura in decadimento di Giovanni Paolo II, tanto onesto orgoglio e tanta vitalità. E' proprio vero, si cede solo quando si vuole. 

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 21:45

 

 

Mi son capitate sotto mano alcune stupende foto stellari.

Ve le mostro con due considerazioni.

via lattea

TERRA.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

la via Lattea, la nostra galassisa tra il miliardo presenti

la terra vista dalla stazione spaziale  

 

 

      Noi e lo spazio siderale 


Quasi tremila anni fa, un poeta ha così riassunto questa sensazione:

 

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissato,

      che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,

il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

(Sal 18, 4-5)

 

 

nebulosa-2.jpgNEBULOSA-L-AQUILA.jpg

 


 

L'espansione, segno del tempo che si srotola e sviluppa


In queste foto non si può non vedere e pensare al Big Bang, ai 13 miliardi di anni luce trascorsi.

 

Un’espansione a più livelli: 

  • cattura di nuovi  spazi, 
  • sviluppo di nuovi  gas, 
  • nascita di galassie, stelle e  terre, 
  • nascita della vita e dell’uomo 
  • … non è finita.

 

Tutto si espande, assume nuove forme, matura. E' il progetto, il grande progetto, il valore dell'esistenza.  

 

Però … questo grande obiettivo non si realizzerebbe se noi non morissimo. Se non avessimo difetti e dolorose necessità, non ci sarebbe sforzo esistenziale, non ci sarebbe l'errore cromosomico che produce il nuovo,  non sarebbe possibile l'evoluzione … il cammino della storia.


Giobbe accetta d'essere oggetto di un progetto cosmico, del progetto di Dio.  

 

 

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17 febbraio 2011 4 17 /02 /febbraio /2011 10:16

Che cos'é la concupiscenza? 


Tentativo di capire un sentimento che attraversa tutte le mie giornate: le colora, le oscura, le illumina, le occupa, le invade ... 

 

Nell'Antico Testamento concupiscenza indica un desiderio smodato per qualcosa (ad es. il desiderio di un cibo particolare durante la marcia nel deserto durante l'esodo) e particolarmente per una smodata passione verso un uomo o una donna (Proverbi 6:25) o della nazione di Israele verso i suoi "amanti" (nazioni pagane, Ezechiele 23).

 

Nel Nuovo Testamento il concetto chiave è quello di ἐπιθυμία (epithumia) che indica semplicemente desiderio.

Il desiderio diventato disordinato quando si contrappone alla volontà di Dio. Pertanto è dall'oggetto dichiarato, dall'aggettivo che lo accompagna o dalla qualifica data (es. "cose malvagie" 1 Corinzi 10:6; "della carne" Galati 5:16; Efesini 2:3; 2Pietro 2:18; ) che è indicato peccaminoso, ingannevole, dannoso, mondano, passato, carnale, o empio 

Ma è indicato come peccaminoso anche quando il desiderio è diviene nota dominante della propria vita:

- sia da Giacomo ("Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere" Giacomo 4:2); 

- Giovanni nel suo sommario sull'avarizia ("tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo" 1Giovanni 2:16),

- come pure da Paolo ("L'avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori" 1Timoteo 6:10). (Da Wikipedia)

 

Il dubbio però mi resta.  

 

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9 febbraio 2011 3 09 /02 /febbraio /2011 10:19

Cara Gea

Comincio a pormi dei problemi circa questo blog, al taglio che voglio dargli senza scadere nel privato e senza propormi come opinionista, compito per il quale manco di basi. Basi che non si costruiscono a 66 anni.

Un diario aperto che interessi anche gli altri ma che non mi "complichi" la vita? un bacheca dove appendere le citazioni che mi colpiscono come faccio con OneNote? Non riesco a decidere. Ma ecco un articolo rinvenuto sul web, di autore ignoto, che parla di una delle indipendenze che voglio mantenere. 

"""  Tutti noi sappiamo che è importante mantenere aggiornato il proprio blog, per tenerlo vivo, visitato e capace di attrarre gente da altre parti del Web. Per chi come noi vorrebbe essere costante e cercare di scrivere un post al giorno, questo può diventare davvero una sorta di sindrome, che spinge ciascuno di noi a googlare da qualche parte, a visitare questo o quel sito, a leggere news a carattere tecnologico, o magari a leggere altri blog per riportare notizie e così via.

Il mio consiglio spassionato è quello di scrivere sul blog solo quando se ne ha voglia, o quando si ha qualcosa da dire. Bloggare tanto per bloggare e fare numeri non porta da nessuna parte. Questo essenzialmente è uno dei motivi che mi ha fatto desistere dal partecipare a Community Credit: porta competizione dove non deve esserci, e soprattutto scatena questa sindrome difficile da curare. Tante volte si vede il proprio nome, il proprio punteggio e quanto ci manca per raggiungere chi ci precede in classifica, e si fanno i conti (dovrei scrivere 5 post, o scrivere un sample da pubblicare, per esempio) nel tentativo di guadagnare posizioni. Non mi piace vivere il mio blog in questo modo, preferisco di gran lunga bloggare quando ho qualcosa da dire, sia che si tratti di esami, di bytes, di racconti o di OT. Non dico che l'idea di Community Credit sia malsana o sbagliata, dico semplicemente che a me non piace.

Quindi, se leggete da qualsiasi parte qualsiasi cosa che possa interessare chiunque di noi, ben venga il vostro post! In caso contrario, lasciate perdere. Ovviamente...sto scherzando! """

IL consiglio lo trovo valido, pertanto d'ora in poi allargherò il mio raccontare a quegli approfondimenti che sistematicamente faccio. Sono tanti questi argomenti e di varia natura, perché tanta è la mia ignoranza.

Cercherò di render conto di come impiego il mio tempo, facendo partecipi i miei "due lettori" di quello che ho ritenuto valido o chiarificatore. Forse vi annoierò ma spero di tornare utile a qualcuno che naviga con più difficoltà di me, per mancanza di tempo... ovviamente. 

Un caro saluto 

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29 gennaio 2011 6 29 /01 /gennaio /2011 09:42

Cara Gea

Questi giorni ho preso l’aereo e sono andato a trovare mia madre. Non ha particolari malattie, è solo vecchia e fra un mese compirà 91 nnni.

L’ho trovata molto peggiorata dall'ultima visita di tre mesi fa. Non ricorda e ormai spesso perde il contatto con la realtà, i suoi ricordi si mischiano e nascono storie assurde, asserzioni senza fondamento.

Non sono un medico, per cui non so trattare in maniera scientifica i sintomi e le cause, però è mia madre e ciò ha trasferito sulla mia pelle il problema. Pertanto ora sto viaggiando spaventato sul web ma non trovo risposte, solo medicine, consigli, esercizi, associazioni. Ne parlano i medici, ne parlano i preti ma non i filosofi. Davanti al decadimento tutti scappano.

Due sono e domande cui cerco spiegazione: Che cosa è la memoria? Chi sarei io se non ricordarsi?

Mi vado dando molte risposte che sistematicamente cancello. Ho molta confusione. Troverò mai un significato valido? Ti farò sapere a seguire, sempre che nel frattempo non dimentichi la domanda.

Un saluto

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Présentation

  • : Blog di Piero Azzena
  • : Questo blog è solo la mia voce, resa libera dall'età. Questo blog è un memo, seppur disinvolto nei tempi e nei modi, dove chioso su argomenti la cui unica caratteristica è l'aver attirato la mia attenzione. Temi esposti man mano che si presentano, senza cura di organicità o apprensione per possibili contraddizioni. Temi portati a nudo, liberi da incrostazioni , franchi e leali.
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