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26 settembre 2014 5 26 /09 /settembre /2014 05:48

 

 «I don’t speak English, I speak Globish»

 

Per Globish si intende una sorta di inglese semplificato – il termine richiama le parole “global” e “English” – che condivide con l’inglese una serie di strutture basilari e un limitato numero di vocaboli: è l’inglese semplice e a volte un po’ sgangherato parlato generalmente da chi non è madrelingua inglese e lo utilizza come lingua franca.

 È stato codificato a partire dal 2004 da un ingegnere informatico francese, Jean-Paul Nerrière, che ha individuato 1500 vocaboli e le strutture essenziali della lingua in due libri.


Ma è pur vero che parlare Globish può bastare per fars intendere, ma chi mi parla saprà limitarsi a 1500 parole o non capirò e, quindi, non ci sarà dialogo?

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15 luglio 2014 2 15 /07 /luglio /2014 15:17

Apparentemente è un articolo femminista, invece vale  sia per gli uomini che per le donne. 

Un'analisi spietata dell'avanzare degli anni, un'analisi vera, pulita.

Non basta divenatare vecchi, c'è una mentalità da costruire, con il coraggio del dolore.

Non è facile vivere la propria età, ma è necessario per non impazzire.


La bellezza di un corpo maturo: la mia nuda verità

di Robin Korth

 Pubblicato: 15/07/2014 su Huffingtonpost.it

 

Eccomi, nuda davanti allo specchio, con tutte le luci accese, mi preparo mentalmente. Faccio un bel respiro e sposto lo specchio così da potermi vedere per intero. Faccio uno sforzo per allontanare l'immagine che ho di me stessa. Apro gli occhi e osservo attentamente il mio corpo. Il mio corpo sobbalza alla verità: non sono più una ragazza. Sono una donna vissuta, e il mio corpo è testimone di tutti gli anni in cui ha portato la mia anima attraverso la vita.

 

Sono una donna di 59 anni, in perfetta salute ed in ottima forma fisica. Sono alta 1 metro e 75 e peso 50 chili. I miei jeans e i miei slip sono taglia 38, e il mio seno è ben lontano dal toccarmi l'ombelico. Anzi, ancora oggi, fatico a riempire una seconda di reggiseno. Le mie cosce non sono più morbide come velluto, e il mio lato b ha qualche fossetta. Le mie braccia sono un pochino flosce e la pelle porta i segni del sole. Il mio punto vita si è un po' ammorbidito e la pancia cede leggermente, eredità di un parto cesareo che l'ha derubato della sua piattezza, ma mi ha donato un figlio.

 

Perché questo esame approfondito del mio corpo? Perché era tempo per me di riparare i danni causati dalla nostra cultura e dalla mia paura a riguardo. Era tempo di rimettere un po' d'amore nella mia anima ferita. Era tempo di riprendere possesso di ogni singolo segno su ogni singolo centimetro del mio corpo imperfetto, questo corpo recentemente etichettato come "troppo rugoso" da un uomo che era attirato dalla mia energia vitale e dal mio spirito, ma che non ha saputo amare la mia verità tutta nuda. Si chiama Dave, e ha 55 anni.

 

Ci eravamo conosciuti su un sito di incontri. Dave era un uomo interessante, un vero gentleman, e molto intelligente. Ci tenevamo per mano e ci piaceva fare lunghe gite in bicicletta. Doveva fare un lungo viaggio per venire a trovarmi. Mi cucinava dei pranzetti deliziosi e adorava il mio cane. Ero molto attratta da lui e non vedevo l'ora di conoscerlo intimamente. E per questo, abbiamo pianificato un weekend d'amore. Ed è a quel punto che le cose sono diventate confuse, inespresse e per nulla chiare. Abbiamo condiviso un letto come tutte le coppie fanno, nudi e a stretto contatto. Ci siamo dati mille baci e ci siamo addormentati l'una nelle braccia dell'altro. Ho provato a creare un'intimità ancora maggiore in tutto il weekend, ma ogni volta lui non ha fatto che dissuadermene.

 

Il lunedì successivo, durante una telefonata, ho domandato a quest'uomo con cui avevo condiviso il letto per tre notti consecutivi perché non avevamo fatto l'amore. "Il tuo corpo è troppo rugoso", mi ha risposto tutto d'un fiato. "Da anni, me la spasso con donne più giovani. Tu semplicemente non mi ecciti. Amo la tua energia e il tuo humour. Amo il tuo spirito e il tuo cuore. Ma semplicemente non riesco ad amare il tuo corpo."

 

Ero assolutamente stupefatta. Il dolore sarebbe arrivato più tardi. Gli ho chiesto con calma e chiaramente se faticava a guardare il mio corpo. Mi ha risposto di si. "Quindi, quello che mi dici è che ti ha dato fastidio guardare il mio corpo?" gli ho chiesto. Mi ha risposto che aveva semplicemente spostato lo sguardo. Poi, quando le luci erano spente, si è immaginato che il mio corpo fosse quello di una donna più giovane, che fossi più giovane. Mi ha mozzato il respiro e mi ci sono voluti alcuni secondi per digerire questa informazione. Ho sentito il viso infiammarsi dall'imbarazzo e dalla vergogna per essermi mostrata con tanta facilità nuda davanti a lui nel nostro weekend assieme.

 

Abbiamo continuato la nostra discussione, ma ero sempre sotto shock per la natura della conversazione. Mi parlava di slip ampi e di altri vestiti speciali per mascherare l'età. Mi spiegava con indifferenza fino a che punto adora i "vestitini neri" e i tacchi a spillo. Mi ha detto che i miei capelli non erano abbastanza lunghi e svolazzanti, come piace a lui, ma che non era così grave perché trovava i miei capelli corti "cool". Mi sentivo come una Barbie in un trip di LSD mentre ascoltavo quell'uomo. Era completamente incosciente della brutalità delle sue proposte. Mi aveva trasformata in un oggetto che si veste e si dispone a seconda della propria volontà al fine di corrispondere ai suoi criteri molto specifici su quale dovrebbe essere la perfezione sensuale femminile.

 

Ha concluso affermando che ora che sapevo cosa si aspettava da me, avremmo potuto trovare un sacco di piacere in camera da letto. Gli ho detto di no. Era fuori questione che mi astraessi dal mio proprio corpo. Mi rifiutavo di portare dei vestiti che rendessero il mio corpo più "tollerabile" ai suoi occhi. Non avrei di certo iniziato a spogliarmi al buio o a fare la doccia con la porta del bagno chiusa. Mi rifiutavo di diminuirmi per lui, o per chiunque altro d'altronde. Il mio corpo è magnifico ed è il completamento inseparabile del mio spirito e del mio cuore.

 

Quando ho detto a Dave che non volevo più vederlo né sentire parlare di lui, ha detto di essere confuso. Secondo lui, facevo mille storie per nulla. Si è lamentato che davo troppa importanza a una piccola parte della nostra relazione e che ne facevo una tragedia. Non avevo neppure voglia di tentare di spiegargli il dolore e l'orrore che mi aveva appena inflitto. Sentivo perfino una certa pena nauseante per lui, quando ho interrotto la comunicazione. È in quel momento che sono venuta in camera da letto e mi sono tranquillamente spogliata.

 

Osservandomi allo specchio, con lucidità e coraggio, mi sono riappropriata di ogni centimetro del mio corpo con amore, onore e tenerezza. Questo corpo sono io. Questo corpo racchiude la mia anima e tutto ciò che sono da quando sono nata. Ogni ruga ed ogni sua imperfezione rappresentano una medaglia che testimonia la mia vita e il fatto che a mia volta ho donato la vita. In lacrime, mi sono abbracciata da sola. Ho ringraziato Dio per questi doni, il mio corpo e la mia vita. E ho ugualmente ringraziato quel triste individuo che è Dave, per avermi fatto realizzare fino a che punto tutto questo è prezioso.

(www.twitter.com/robinkorth)

 

 

 

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13 giugno 2014 5 13 /06 /giugno /2014 05:18

 

Il popolo a cinque stelle vota sul blog e sceglie l'alleanza europea con il nazionalpopulista Farage. Come volevasi dimostrare: se dici di non essere né di destra né di sinistra, significa che sei di destra.

da Facebook, ScaricaBile

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25 maggio 2014 7 25 /05 /maggio /2014 09:54

 

L'incoscio che una femminista conosce ma non racconterà mai:

  

«Gli uomini, con cui aveva tutto in comune, non la volevano tra i piedi.

Le donne, con cui non aveva niente in comune, sorridevano troppo, ridevano troppo forte, e in generale le ricordavano i cagnolini, la vita persa dietro l'arredamento e il modo di vestire delle altre»

 Philipp Meyer

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22 marzo 2014 6 22 /03 /marzo /2014 18:24

 

Cercare la verità è diverso dal trovare formule per possederla.

 

Possiamo affermare senza timore che la verità non la si ha, non la si possiede: la si incontra.  Per poter essere desiderata, deve cessare di essere quella che si può possedere. (...)

 

La verità ha una duplice connotazione, è la manifestazione


 dell’essenza delle cose

e

 dell'essenza delle persone

 

che nell’aprire la loro intimità ci regalano la certezza della loro autenticità, la prova affidabile che ci invita a credere in loro.  (...)

 

Tale certezza è umile, poiché semplicemente «lascia essere» l’altro nella sua manifestazione, e non lo sottomette alle nostre esigenze o imposizioni.

 

Non si costruisce niente mettendo a tacere.

 

Brani riassuntivi tratti da un inedito di Bergoglio:

Le certezze assolute sono il rifugio di chi ha paura.

Papa Francesco - Pubblicato su "la Repubblica" del 13 marzo 2014 - 

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18 febbraio 2014 2 18 /02 /febbraio /2014 17:42

 

“Il più grande mistero della Scienza è la natura della Coscienza. Non è che possediamo teorie scadenti o imperfette sulla Consapevolezza umana; semplicemente non abbiamo affatto teorie del genere. Più o meno tutto quello che sappiamo della Coscienza è che ha qualcosa a che fare con la testa, piuttosto che con il piede.”

Nick Herbert, fisico.

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17 febbraio 2014 1 17 /02 /febbraio /2014 16:22

 

Mediocracy è un sistema.

Un sistema che ha selezionato e promosso

scientificamente

una classe dirigente di basso profilo

funzionale non al Paese ma al partito. Al leader. Al segretario.

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15 febbraio 2014 6 15 /02 /febbraio /2014 14:38

 

Gli esempi concreti sono i carnefici delle idee astratte.

 Nicolás Gómez Dávila

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9 febbraio 2014 7 09 /02 /febbraio /2014 14:59

 

“vocatus atque non vocatus deus aderit”:

(chiamato o non chiamato, un dio sarà presente)

 

 E’ tratta dall’oracolo di Delfi e costituisce la risposta che ottennero gli spartani, quando consultarono l’oracolo, prima di portare la guerra ad atene e agli ateniesi. L’oracolo rispose che il dio sarebbe stato comunque presente (aderit).

 

Questa iscrizione è stata incisa su pietra sopra la porta d’ingresso della casa che Carl Gustav Jung si costruì, per viverci in maniera più naturale, a Küsnacht, in Svizzera vicino a Zurigo.

 

Fu chiesto a Jung  perché egli avesse scelto proprio una tale frase da apporre sopra la porta d’ingresso della sua casa. la risposta fu “perché volevo esprimere il mio senso di precarietà, la sensazione di trovarmi sempre immerso in possibilità che trascendono la mia volontà“.

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7 febbraio 2014 5 07 /02 /febbraio /2014 10:20

 

Il fine della psicologia è di darci un'idea completamente diversa delle cose che noi conosciamo meglio.

 

Paul Valery

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